Page 55 - A scuola sul mare - Navi Asilo e Grande Guerra nei documenti dell'Ufficio Storico della Marina Militare
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Tutti ad ascoltare i consigli del nostromo della Regia Marina
iniqua, data la sobrietà tradizionale napoletana; e sa- I bambini dormivano a terra, “come se non fossero cri-
pevo, anche, quanto sia diminuita la statistica dei piccoli stiani” scriveva Serao, “come se non portassero, come
delitti, dei piccoli crimini: tutto questo sapevo e me ne noi, il duplice nobile segno dell’umanità e della fede. E
consolavo, interiormente” . tutto il sottile piacere interiore del mio viaggio sva-
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Una riflessione, questa, che partiva dall’evocazione im- niva” . Poi la cronista, tra le prime donne italiane a de-
provvisa dinnanzi ai suoi occhi “di quei monelli, di quei finirsi tale, in questo scritto unico ed originale
scugnizzi napoletani, abbandonati, vaganti, laceri, affa- pubblicato dalla Rivista Marittima si fermava e rifletteva
mati, che cercavano un tozzo di pane alla pietà dei pas- sulla solidarietà umana. Si soffermava sulla carità mo-
santi mentre di notte si raccoglievano nel grembo del- derna perché “in una giornata di maggio, sotto un cielo
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la città e nei quartieri bui dormendo a terra” . Un’im- chiaro ove correva un gran vento fresco” Matilde Serao
magine non diversa da quella che oggi vediamo spesso aveva “messo piede sulla nave-asilo Caracciolo che pro-
nella grandi città, nelle stazioni ferroviarie e nei quar- fila le sue grandi linee nel nostro porto militare e ho
tieri periferici. sentito il mio spirito preso, attratto e vinto dalla grande
(31) Ibidem.
(32) Ibidem. (33) Ibidem.

