Page 56 - A scuola sul mare - Navi Asilo e Grande Guerra nei documenti dell'Ufficio Storico della Marina Militare
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40 CAPITOLO 3
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Prima e dopo il percorso di vita a bordo
idea, che ne ha fatto la casa e la scuola, sul mare e pel carcere, alla morte: e li mette sovra la nave e sulla nave,
mare, dei poveri monelli napoletani, dei poveri scu- dà loro un letto modesto, ma securo, dà loro un cibo
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gnizzi dai visi olivastri, dalle membra scarne” . Su que- semplice ma sano e abbondante, dà loro della bianche-
sta nave, proseguiva la giornalista “aleggia il nome del ria rude ma pulita e fa loro indossare quel vestito del
grande ammiraglio napoletano, che pel mare visse e marinaretto, che è il simbolo commovente di quella re-
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soffrì e fu condottiero di battaglia e fu eroico e per la denzione” .
sua fortuna di guerra e il suo eroismo, dette la sua pu- Matilde Serao scriveva non per sentito dire. Da croni-
rissima vita: ma intorno all’antico ricordo, si annoda sta e viaggiatrice faceva riferimento alle due navi-asilo
tutta un’alta e forte e semplice idea di redenzione e di più importanti che la Regia Marina aveva sostenuto e
esaltazione. Prende, la nave-asilo Caracciolo, di Napoli, incitato, e faceva riferimento a quelli che ci piace defi-
come ha già fatto, da anni, a Venezia, la nave-asilo Scilla, nire “Montessori del mare”, ossia agli educatori come
dei ragazzi del popolo, abbandonati dai loro genitori, o, Garaventa, Levi Morenos e Giulia Civita Franceschi,
forse, orfani: li toglie alla strada, alla povertà, alla men- tutti impegnati dai primi del Novecento a educare i
dicità, al vizio: li sottrae alla malattia, all’ospedale, al “marinaretti” alla vita, e alla vita di mare.
(34) Ibidem. (35) Ibidem.

