Page 81 - A scuola sul mare - Navi Asilo e Grande Guerra nei documenti dell'Ufficio Storico della Marina Militare
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                      di ospitare l’aumentato numero di “marinaretti” biso-  stualmente erano state tracciate le finalità tecniche e fi-
                      gnosi di accoglienza e cure.                           lantropiche  dell’iniziativa,  prendendo  ad  esempio
                                                                             quanto fatto da Venezia per lo Scilla e quanto era in
                                                                             corso a Napoli per il Caracciolo.
                      ERIDANO, LA NAVE ASILO NEL 1914
                      DESTINATA A LIVORNO ATTRACCA A BARI
                                                                                 strazione comunale nel febbraio 1915. L’esperienza acquisita
                      Già prima della legge 11 giugno 1914, erano pervenute      con la gestione straordinaria dei due comuni toscani giusti-
                      varie richieste da Enti morali di Genova, Spezia, Livorno,  ficava il nuovo compito assegnatogli dal Salandra che, non
                      Civitavecchia, Taranto, Bari, Messina, Palermo, Cagliari   appena deciso l’intervento italiano nella prima guerra mon-
                      per ottenere navi radiate dal Regio Naviglio da destinare  diale, inviò il D’Adamo a Udine con il mandato di costituire
                      a tali benefici fini. Il problema della costituzione di una  e dirigere gli uffici del Segretariato generale per gli affari ci-
                                                                                 vili presso il Comando Supremo dell’esercito mobilitato.
                      nuova nave-asilo era soprattutto di carattere finanziario  L’amministrazione di questa zona sottoposta ad occupazione
                      in quanto l’Ente devoluto, soprattutto all’inizio, avrebbe  militare investiva evidentemente questioni di diritto interna-
                      dovuto garantire autonomamente la corretta gestione e      zionale, rese più delicate dal fatto che tali territori erano ri-
                      il funzionamento di tutti gli aspetti connessi.            vendicati dal governo di Roma come parte integrante del
                      Fu così che il Ministro della Marina deliberò che per il   territorio nazionale: venne quindi lasciata in vigore la preesi-
                                                                                 stente legislazione austro-ungarica, riservando al Capo di
                      momento venissero prese in considerazione solo quelle      Stato Maggiore dell’esercito occupante la potestà legislativa
                      domande che davano sicuro affidamento sul piano fi-        e assegnando al Segretariato le competenze rispondenti alla
                      nanziario, assicurando le necessarie coperture e dichia-   funzione di autorità politica centrale (ministro) e di autorità
                      rando con quale somma annua e continuativa i singoli       provinciale (luogotenente). Entro questa cornice formale,
                      Enti locali avrebbero contribuito. Delle molteplici ri-    però, l’azione del Segretariato fu orientata a una costante di-
                                                                                 fesa delle rivendicazioni italiane e alla promozione di tutte le
                      chieste solo quelle pervenute da Livorno rispondevano      manifestazioni di patriottismo da parte delle popolazioni “ir-
                      ai  rigorosi  criteri  previsti;  gli  Enti  morali  livornesi  redente”. Cessato quindi il funzionamento del Segretariato,
                      avrebbero garantito una gestione sicura della costi-       D’Adamo fu nominato nell’agosto 1919 prefetto di Ancona;
                      tuenda nave-asilo per il Tirreno Medio. Sin dal 1914 il    nel successivo dicembre il presidente del Consiglio F. S. Nitti
                      Regio Commissario che reggeva il Comune di Livorno,        lo inviò a reggere l’impegnativa prefettura di Bologna. Qui
                                                                                 D’Adamo appare però impreparato a padroneggiare una si-
                      Agostino d’Adamo , aveva indetto una seduta nel Pa-        tuazione politica segnata da profonde tensioni sociali e sin-
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                      lazzo Comunale durante la quale alla presenza delle nu-    dacali: quando il 5 aprile 1920, a Decima di Persiceto, la forza
                      merose  rappresentanze  cittadine  era  stato  trattato    pubblica sparò sui braccianti in sciopero, uccidendo otto di-
                      l’argomento dell’istituzione di una nave-asilo e conte-    mostranti e ferendone quarantacinque, lo stesso presidente
                                                                                 Nitti non poté che procedere al trasferimento del prefetto a
                                                                                 reggere la Prefettura di Venezia fino all’ottobre 1923, poi
                                                                                 quella di Napoli dal 25 ottobre 1923 al 10 gennaio 1925, e in-
                      (63) Nacque a Serracapriola (prov. di Foggia) il 23 agosto 1876  fine la Prefettura di Torino dal 25 maggio 1925 al 16 dicem-
                          da Alberto e da Mariannina Tondi. Compiuti i primi studi  bre 1926. Successivamente non gli vennero più affidati che
                          nelle scuole pubbliche del vicino comune di San Severo, si  saltuari incarichi di carattere amministrativo. La ripresa di
                          trasferì a Roma e dal 1894 frequentò nell’ateneo romano la  un’attività  pubblica  si  realizzò  invece  nel  giugno  1944,
                          facoltà di giurisprudenza, laureandosi nel novembre 1898.  quando  entrò  in  contatto,  subito  dopo  la  liberazione  di
                          Nel dicembre 1912 divenne capo di gabinetto di A. Falcioni,  Roma, con il governo militare alleato, che lo nominò nel lu-
                          sottosegretario per l’Interno nel quarto ministero Giolitti. Il  glio commissario al teatro dell’Opera di Roma fino al giugno
                          successivo governo formatosi sotto la presidenza di A. Sa-  1948, e dall’agosto 1948 al giugno 1952 la presidenza del
                          landra affidò al D’Adamo incarichi d’importanza via via cre-  Consiglio gli affidò la gestione straordinaria dell’Opera na-
                          scente,  nei  quali  l’assolvimento  di  particolari  funzioni  zionale per gli orfani di guerra. Durante gli ultimi anni di vita,
                          tecniche era sempre accompagnato da un vincolo di respon-  mentre era ancora attivo come componente del Consiglio e
                          sabilità politica nei confronti del potere esecutivo. Inizial-  della Giunta dell’Ordine al Merito della Repubblica, curò il
                          mente egli fu inviato a Livorno, nel marzo 1914, per reggere  riordinamento delle proprie carte, versate, per disposizione
                          in qualità di commissario l’Amministrazione comunale ed  testamentaria, all’Archivio Centrale dello Stato. Morì a Roma
                          immediatamente dopo venne promosso capodivisione e di  il 10 luglio 1958.
                          nuovo nominato, il 27 agosto, Regio Commissario per la città  Andrea Fava, Dizionario Biografico degli Italiani - Volume
                          di Firenze, dove rimase fino alla ricostituzione dell’Ammini-  31 (1985), www.treccani.it.
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