Page 199 - Il Mediterraneo quale elemento del Potere Marittimo - Atti 16-18 settembre 1996
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I PIANI DELLA MARINA ITALIANA
ALLA VIGILIA DELLA 2 a GUERRA MONDIALE
ALBERTO SANTONI
Voccupazione italiana dell'Etiopia e la successiva decisione mussoliniana di
partecipare alla guerra civile spagnola logorarono l'apparato militare dell'Italia,
aumentarono l'estensione e quindi la vulnerabilità delle sue vie di comunicazione
marittime, soprattutto al di là di Suez, e modificarono sostanzialmente la sua posi-
zione internazionale con il deterioramento dei rapporti con la Gran Bretagna, mas-
sima Potenza navale del periodo <O.
È noto che allo scadere degli Anni Trenta i rapporti diplomatici tra Roma
da una parte e Parigi e Londra dall'altra giunsero al livello più basso, mentre è
meno conosciuta la diretta influenza di tale situazione sui contemporanei piani na-
vali italiani, che furono subito orientati in funzione anti-francese e anti-britannica,
nella considerazione che uno scontro armato con questi due Paesi fosse il più pro-
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babile < >.
A tale riguardo un preciso indirizzo strategico veniva allora indicato dal Do-
cumento di Guerra D.G.10/A2, predisposto nel novembre 1938 datrUfficio Piani
dello Stato Maggiore Marina laddove si ipotizzava un conflitto contro Francia e
Gran Bretagna (ma anche contro U.R.S.S., Grecia e Turchia, considerate modeste
entità navali) ed erano prese soprattutto in esame le capacità di trasporto in Africa
Settentrionale di uomini e mezzi, anche sulla base delle espresse esigenze del R.
Esercito e della R. Aeronautica <3>.
In particolare era stato richiesto alla Marina di trasportare in Libia prima
dell'apertura delle ostilità, quale rinforzo al contingente già colà stanziato, altri 42 000
uomini, 5600 automezzi e 12 000 tonnellate di materiali. Inoltre, a guerra iniziata,
sarebbe dovuto essere trasferito in Africa Settentrionale un Corpo di Spedizione
di 136 000 uomini, 5000 quadrupedi, 13 000 automezzi, 63 aerei da caccia smon-
tati e 50 000 tonnellate di materiali. Infine la quantità mensile dei rifornimenti
necessaria al mantenimento in Libia del Corpo di Spedizione e al sostentamento
della popolazione era prevista in 6500 uomini, 75 quadrupedi, 220 automezzi,
4
40 aèrei da caccia smontati e 113 000 tonnellate di materiali e viveri < >.
La Regia Marina considerò, nel citato D.G.10/A2 del novembre 1938, che
il trasporto prebellico delle truppe e dei materiali di complemento in Libia avreb-
be richiesto 15 giorni, mentre . il trasferimento dell'intero Corpo di Spedizione a

