Page 201 - Il Mediterraneo quale elemento del Potere Marittimo - Atti 16-18 settembre 1996
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l PIANI DELLA MARINA ITALIANA ALLA VIGILIA DELLA 2• GUERRA MONDIALE 187
la strategia della Regia Marina, che sarebbe stata ''controffensiva al centro e offensiva
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ad oriente", limitando la "difensiva" al solo bacino occidentale <>.
In particolare nel Tirreno si doveva provvedere alla "difesa con le forze sottili
assegnate e con gli apprestamenti costieri" e doveva essere fatto assegnamento sop.rattut-
to "sullo spiegamento subacqueo e sulla reazione aerea di Armera" <9>.
Nel Mediterraneo occidentale, al di là del Tirreno, occorreva invece vigilare
sui movimenti avversari ed attaccare i convogli e le unità da guerra nemiche con
i velivoli e con ''un forte spiega mento di sommergibilt'.
Da parte sua, la prevista "controffensiva" nel Mediterraneo centrale sarebbe
partita dal noto dispositivo di sbarramento del Canale di Sicilia, formato da mine,
sommergibili, unità sottili, installazioni costiere e aerei e appoggiato dalle divisio-
ni incrociatori di stanza nelle due isole maggiori. Inoltre la flotta da battaglia avrebbe
svolto ''un'eventuale azione di attacco contro le forze avversarie provenienti o dirette ad orien-
te", mentre la R. Aeronautica avrebbe svolto "un'intensa e continuata azione contro
la base di Malta".
Infine, sempre secondo la Di.N.A.l del settembre 1938, la prevista offensiva
italiana nel Mediterraneo orientale si sarebbe sviluppata contro le forze ed i tra-
sporti nemici ad opera di sommergibili, naviglio silurante ed aerei, mentre doveva
essere garantita la tutela del Dodecanneso e di Tobruk.
Il 19 agosto 1939, cioè tre mesi dopo la firma del funesto "Patto d'Acciaio"
tra Roma e Berlino, fu diramata, con protocollo 1750 S.RP., una nuova ed aggior-
nata edizione della stessa Di.N.A.l (ora siglata per l'esattezza grafica Di.Na.l).
In essa l'Unione Sovietica non compariva più tra gli avversari (sintomatica conse-
guenza del riavvicinamento a Mosca, sancito quattro giorni dopo dal famoso patto
Ribbentrop-Molotov), cosicché l'ipotizzabile guerra vedeva l'Asse europeo contrap-
posto soltanto a Francia e Gran Bretagna. Ciò che comunque risalta subito agli
occhi è una maggiore prudenza generale, nonostante la diminuzione dei possibili
nemici e il contemporaneo sforzo per potenziare al massimo le Forze Armate itala-
tedesche. Pertanto l'atteggiamento della Regia Marina era indicato ora come "di-
fensivo ad occidente e ad oriente" e come "offensivo o controffensivo al centro" solamente< >.
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Più in particolare veniva raccomandato di l l impedire la riunione dei due grossi
avversari, imperniando la nostra manovra sul dir positivo del Canale di Sicilia'' di ''evitare,
fin che possibile, di affrontare con il grosso delle nostre forze navali forze avversarie decisamen-
te prevalenti'', di Il cogliere e sfruttare a fondo ogni occasione di scontri parziali in condizioni
di superiorità o parità di forze'' e infine di ''creare con iniziative opportune le occasioni stes-
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se, coordinando l'azione delle forze di superficie con quelle di masse di sommergibili'' < >.
Le prevedibili azioni anglo-francesi, sempre secondo l'edizione di agosto 1939
della Di.Na.l, sarebbero state rivolte contro i centri costieri liguri, contro il nostro
dispositivo nel Canale di Sicilia, contro Tobruk e Bengasi e contro il Dodecanneso,
mentre non erano da escludere movimenti offensivi nemici verso l'imboccatura del
Tirreno fra la Sardegna e la Sicilia e verso lo Ionio. Si temeva cioè che le forze

