Page 227 - Il Mediterraneo quale elemento del Potere Marittimo - Atti 16-18 settembre 1996
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LA  MARINA  ITALIANA,  1940·1943  LA  BATTAGLIA  DEl  CONVOGLI         213


           Le perdite furono quasi irrisorie per i convogli diretti al fronte greco-albanese;
       le perdite umane furono infatti solo dello 0.072%. Furono ovviamente più pesanti
       per i convogli diretti al fronte nord-africano, giungendo all'8.35% per quelli diret-
       ti in Libia ed al 7% per quelli diretti in Tunisia, un dato sorprendentemente infe-
       riore. In totale, furono portati in Libia e Tunisia 261 408 uomini, cioè 1.13 uomini
       per  ogni  uomo  che  là  si  trovava  ad  inizio  del  conflitto.
           Le perdite dei materiali furono del  14% per i convogli diretti in Libia e del
       29%, il doppio, per quelli diretti in Tunisia. Segno questo dell'accresciuta virulen-
       za del nemico; a maggior ragione sorprende il relativamente basso dato percentua-
       le  di  perdite  umane.
           In totale furono portate sul fronte nord-africano 2 236 000 tonnellate di ma-
       teriali, che rapportati ai 230 000 uomini là dislocati, fanno circa 10 tonnellate per
       uomo.
           Non so quanto questo dato possa essere significativo in una guerra combattu-
       ta con i parametri del 1940. Non so cioè se le 10 tonnellate/uomo fossero sufficien-
       ti,  o poche,  o molte,  a  paragone di altri eserciti.  Certo fu  il  massimo  che l'Italia
       poté esprimere. E la Marina ebbe la massima cura di quanto le fu affidato, garan-
       tendo,  pur nelle  condizioni  in  cui  operava, grosse  percentuali  di  arrivo.
           Si  tratta in definitiva  di  risultati più che soddisfacenti,  che  però acquistano
       un significato ancora maggiore se teniamo conto di un ulteriore elemento, di  cui
       la storiografia ufficiale è venuta a conoscenza circa quindici anni fa,  ma che non
       sembra essere stato ancora valutato nel suo più profondo ed ampio significato. Mi
       riferisco alla penetrazione dei codici italiani e tedeschi attuata dall'Ultra lntelligence
       britannico. In poco più di due anni, tra il giugno 1941 ed il settembre 1943 l'Ultra
       lntelligence decifrò quasi  sempre in tempo utile  3 7 800 messaggi, a totale insaputa
       degli  avversari.
           Una mancanza di conoscenza durata sino all981, anno in cui il Prof. Alber-
       to Santoni  pubblicò  il  volume  "Il vero  traditore";  una mancanza  di  conoscenza
       che non ha mancato di gettare ombre e dubbi sull'operato della Forza Armata e
       dei  suoi  uomini,  mettendone a  repentaglio  l"integrità  morale  e  professionale.
           In pratica, con le decrittazioni veniva attUato un trasferimento automatico degli
       ordini di -operazione· at nemico, -eire- sfruttava- questa -conoscenza nel migliore dei
       modi. Veniva inviato sulla vittima il sempre presente ricognitore, più con lo scopo
       di  .. farsi  vedere"  che di  "vedere"; quando questo  contatto veniva  realizzato  (ed
       era questa la maggioranza dei casi) si  partiva per l'azione con forze già dislocate
       e  preallertate.
           Ogni singolo ordine di operazione, ogni messaggio integrativo, veniva inter-
       cettato e decrittato in tempo utile. Il nemico era a conoscenza di rotte, orari, posi-
       zioni, composizione dei convogli e delle forze di scorta. Tutte informazioni utilissime
       che venivano immediatamente utilizzate da un punto di vista operativo e che poi
       consentivano  di  compilare le  "ltalian Convoy  Siruations".
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