Page 228 - Il Mediterraneo quale elemento del Potere Marittimo - Atti 16-18 settembre 1996
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214 RENATO SICUREZZA
Da una prima frettolosa analisi risulta che delle 185 navi mercantili perse in
mare tra il giugno 1941 (data di inizio delle decrittazioni sui convogli) ed il mag-
gio 1943 (data degli ultimi convogli per la Tunisia), ben 86 furono certamente vit-
tima delle decrittazioni di Ultra Intelligence.
E allora a maggior ragione i risultati stupiscono. C'è anzi da domandarsi con
meraviglia come si sia potuto durare tanto, e ottenere tanto, in tale impari situa-
zione. Indubbiamente sembra giunto il momento per una più accurata analisi de-
gli avvenimenti. È ormai indilazionabile ed irrinunciabile una totale revisione dei
giudizi sinora espressi dalla storiografica sulla seconda guerra mondiale. Occorre
cioè riformulare un giudizio storico più obiettivo e coerente con la portata· degli
avvenimenti. È questo l'auspicio espresso dal Capo di Stato Maggiore della Mari-
na, Amm. Venturoni, nel maggio 1993, proprio in occasione del convegno diNa-
poli sulla Battaglia dei Convogli.
È una richiesta avanzata anche dal Prof. Santoni, sempre nel convegno diNa-
poli e condivisa dagli autori della "Cronology ofthe War at Sea 1939-1945", Ro-
wer e Hummelchen, che sentirono la necessità di rivedere la loro opera nella
consapevolezza che l'attività dell'Ultra Inte/ligence aveva ampiamente influenzato le
operazioni navali della seconda guerra mondiale. Questo convegno internazionale
offre ora una eccellente opportunità per rinnovare e rilanciare la richiesta di revisione.
Conclusioni
Nell'ambito di una guerra dolorosamente persa, la Battaglia dei Convogli fu
una attività ben condotta, che ha obiettivamente raggiunto ottimi risultati a fronte
di un nemico che tra i suoi fattori di potenza elencava anche il più subdolo, quello
della penetrazione dei codici.
Fu una guerra di grosso sacrificio e di enorme, silenzioso impegno, impernia-
ta sul contingente, sulle mille piccole e grandi difficoltà incontrate ogni giorno nel-
l' organizzare circa 4400 convogli in 36 mesi (quasi cinque convogli al giorno, senza
contare i circa 800 convogli lungo le coste libiche per la ridistribuzione dei mate-
riali), nella loro difesa lungo rotte ormai ben note_all' avversario, contro forze aeree
e navali sempre più agguerrite e tecnologicamente avanzate.
Mancò il pathos dei grandi avvenimenti, mancò l'avventura dello scontro deci-
sivo; ma ogni scontro era determinante per la gente dei convogli, che aveva modo
di misurare quotidianamente la sua "percentuale di successo". Non mancò mai
l'impegno degli uomini. La "Battaglia dei Convogli" fu combattuta dagli uomini
della Marina con convinzione, con dedizione al dovere, con spirito di sacrificio
e serietà di intenti e di comportamenti. Tutte doti che ritroviamo oggi quale ric-
chezza spirituale della Forza Armata.

