Page 133 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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L\ DECOLONIZZAZIONE                                              123

         promesso  Bevin-Sforza"  concordato  tra  inglesi  ed  italiani  al  di  fuori  delle
         Nazioni Unite e che prevedeva: un'amministrazione fiduciaria britannica in
         Cirenaica,  italiana  in Tripolitania,  francese  nel  Fezzan;  l'amministrazione
         fiduciaria  italiana in  Somalia,  la  cessione dell'Eritrea all'Etiopia, salvo uno
         speciale statuto internazionale per le  città di Asmara e Massaua. Di questo
         orientamento dovette prendere atto lo  stesso Governo italiano, che alla fine
         di  maggio  del  1949  impresse  alla  sua politica  africana  una  svolta  in  senso
         indipendentista.
             È  certo  che  le  N azioni  Un i te  contribuirono  alla  emancipazione
         dell'Africa già  italiana in maniera più incisiva di quanto non riusciranno a
         fare  per l'indipendenza dei territori portoghesi, della Rodesia meridionale e
         dell'Africa del Sud-Ovest a partire dalla metà degli anni sessanta. Il che potrà
         apparire anche paradossale se si pensa che in quei primi anni del dopoguer-
         ra  le  spinte  decolonizzatrici  non  erano  ancora  così  forti  come  avverrà  in
         seguito. La ragione di questo apparente paradosso va ancora individuata nel-
         l'allegato  XI  del  trattato  di  pace  italiano.  In  virtù  del  preventivo  impegno
         delle grandi potenze vincitrici a darvi esecuzione, le  risoluzioni dell'Assem-
         blea Generale acquistavano infatti il valore di decisioni vincolanti, laddove le
         numerose risoluzioni che l'Assemblea Generale adotterà a partire dalla metà
         degli anni sessanta sui territori portoghesi, sulla Rodesia meridionale e sulla
         Namibia non andranno al di là di pure e semplici raccomandazioni ed enun-
         ciazioni di principio.
             Ciò resta vero, anche se non si  può fare a meno di osservare ancora che,
         appunto perché risalgono ad un'epoca in cui il processo di decolonizzazione·
         postbellico era ancora ai primi passi ed in cui gli  Stati appena usciti dall'e-
         sperienza coloniale costituivano alle Nazioni Unite un gruppetto sparuto, la
         risoluzione  sulla  Libia  e  sulla  Somalia  non  arrivò  al  punto  estremo  della
         indipendenza immediata, poiché le  soluzioni previste per quei due territori
         si  muovevano  pur sempre nell'ottica del  principio di  "gradualità", del  pro-
         cesso di decolonizzazione, che verrà abbandonato alla fine del 1960. 0 4 ) Nel
         caso dell'Eritrea, poi, non si trattò neppure dell'indipendenza: la risoluzione
         del  1950 stabilì infatti che l'Eritrea sarebbe diventata "una unità autonoma
         federata con l'Etiopia sotto la sovranità della corona d'Etiopia".
             E  tuttavia, potendo oggi guardare in una prospettiva storica alla decolo-
         nizzazione oramai compiuta, non possono esservi più dubbi sul fatto che la
         previsione dell'indipendenza libica entro il  primo gennaio del  1952  -che si
         realizzerà il 24 dicembre 1951  - c dell'indipendenza somala dopo dieci anni
         di amministrazione fiduciaria italiana aprirono concretamente la strada alla
         decolonizzazione del continente africano dopo la seconda guerra mondiale.
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