Page 129 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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         A  differenza  degli  americani  che,  almeno  nella  fase  di  elaborazione  del
         trattato  di  pace  italiano,  ritenevano  che  il  sistema  di  trusteeship  doveva
         tàvorire il processo politico e civile dei popoli ai quali veniva applicato:  se
         non altro perché di quel sistema nuovo di amministrazione essi erano stati
         gli inventori.
             È  certo  che  la  richiesta  russa  gettò  nello  scompiglio gli  inglesi,  la  cui
         linea di  intransigenza  fu  rafforzata  dal  punto di  vista  dei Dominions,  tutti
         nettamente ostili - in ispecie il  Sud Africa - a qualsiasi tentativo di ingeren-
         za russa in Africa dietro il  paravento del trusteeship.  ( 4 )
             Anche a Washington accusarono però il  colpo:  si  può dire che l'iniziati-
         va russa fu  all'origine di un ripensamento- peraltro assai graduale- in ordi-
         ne  al  progetto  di  amministrazione  fiduciaria  plurima  per  Libia,  Eritrea  e
         Somalia presentato dagli americani in apertura della Conferenza di Londra;
         e dunque, all'origine di un riallincamento delle posizioni anglo-americane,
         che arriverà a maturazione nel corso del  1947.
             Lo  scontro  di  interessi  tra  Londra  e  Mosca  riemerse  ancora  in  pieno
         nella  successiva  riunione  dci  ministri  degli  Esteri,  tenutasi  nella  capitale
         francese da aprile a luglio nel  1946.
             Con l'evidente scopo di sabotare le aspirazioni russe in Tripolitania, Bevi n
         propose l'indipendenza per la Libia, ma il colpo eli scena si verificò quando egli
         tirò  fuori  una proposta tendente a  riunire diversi  territori  del  Corno d'Africa
         abitati da somali (Somalia italiand, Somaliland, Ogaden e Reserved Areas)  in
         un  unico  complesso  politico-territoriale  ("Greatcr  Somalia"),  avanzando  la
         candidatura della Gran Bretagna come trustee.  Si  trattava in realtà di  un vec-
          chio progetto, che aveva preso corpo negli ambienti del Colonia! 0./fice fin  dal
          1941  e che tentava di conciliare gli interessi inglesi con l'esigenza di dare un
          assetto stabile alla regione sulla base del  criterio etnico. Ma le vivaci reazioni
          sovietiche, cui si aggiunsero quelle francesi e la  scontata opposizione etiopica,
          alla lunga indussero gli inglesi a rinunciarvi.
             Nel corso della riunione parigina, con l'inattesa adesione russa alla pro-
         posta francese di restituire le colonie all'Italia in amministrazione fiduciaria,
         venne poi a crearsi una situazione singolare che venne a complicare la ricer-
         ca  di  un  accordo  a  quattro,  dal  momento  che  le  posizioni  di  Londra  e
         Washington erano agli antipodi.
             Fu dunque gioco forza adottare una clausola di  rinvio, secondo i termi-
         ni già illustrati, né la  Conferenza parigina dei Ventuno  (29  luglio - 15  otto-
         bre 1946)  poté modificare questa scelta interlocutoria dci "grandi".
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