Page 127 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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LA DECOLONIZZAZIONE
GIA:\LUIGI ROSSI
Parlare di decolonizzazione con riferimento al Trattato di Pace italiano
del 10 febbraio 1947 appare certamente corretto sotto il profilo storico. Se è
vero infatti che il trattato aveva lasciato impregiudicata la questione dell'as-
setto postbellico delle cosiddette colonie "prefasciste" (Libia, Eritrea e
Somalia), il successivo coinvolgimento dell'Assemblea generale dell'GNU -
che decise in ultima istanza della sorte di quei territori tra il 1949 e il 1950 -
trovò d'altra parte il suo fondamento giuridico proprio nel trattato di pace; e
le Nazioni Unite adottarono delle soluzioni sufficientemente in linea con le
istanze decolonizzatrici che la guerra aveva rafforzato e che la nuova orga-
nizzazione internazionale cominciava in quegli anni a recepire.
Nella sostanza, le "clausole coloniali" del trattato di pace sancirono l'im-
possibilità, per le grandi potenze vincitrici, di trovare una soluzione concor-
data in ordine alla sistemazione dell'Africa ex italiana: l'articolo 23 impose
all'Italia la rinuncia a "tutti i diritti e titoli" sulle colonie "prefasciste" e
demandò ai "quattro grandi" il compito di deciderne la sorte entro un anno
dell'entrata in vigore del trattato, fermo restando che, nelle more, i territori
in questione sarebbero rimasti sotto il controllo delle potenze che li avevano
occupati durante il conflitto: in pratica Tripolitania, Cirenaica, Eritrea e
Somalia restavano sotto l'amministrazione militare inglese, il Fezzan sotto
quella francese.
L allegato XI stava inoltre ad indicare che i vincitori erano pienamente
consapevoli delle grosse difficoltà che si opponevano alla ricerca di una solu-
zione concordata entro il termine previsto: in pratica entro il 16 settembre
1948 essendo il trattato di pace entrato in vigore il 16 settembre 1947. E
appunto da questa consapevolezza scaturì l'ipotesi del rinvio all'GNU:

