Page 161 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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                    A  tali  carenze si  dovevano  aggiungere anche l'inconsistenza  dell'auto-
                 nomia  logistica,  l'assenza  di  elementi  mobili  esploranti  e  la  mancanza  di
                 supporto  di  fuoco  di  artiglieria  di  livello  superiore,  che  relegavano  le
                 Divisioni ad una situazione anteguerra.
                    :Lintervento del  generale  Cadorna fu  pertanto diretto ad alleviare  tali
                carenze  adottando dei  correttivi  formali  che  si  tradussero  nella  trasforma-
                zione delle Divisioni  di  sicurezza in  Brigate, nell'incremento del  fuoco  di
                artiglieria, nel costituire una componente esplorante (fu ricostituita l'Arma
                di Cavalleria su 5 Gruppi Esploranti divisionali), nell'assicurare un'autono-
                 mia logistica.
                    Anche nella componente territoriale si  assistette ad un graduale poten-
                ziamento  e  ad  una  progressiva  definizione  dei  compiti  che  sancivano,  a
                 mano a  mano che gli  alleati  restituivano  le  varie  Regioni,  il  ripristino  del-
                l' autorità  italiana,  il  ristabilimento  dell'organizzazione  politico  civile  e  la
                ripresa  delle  attività  tecnico  amministrative  tra  cui  la  smobilitazione  ed  il
                reclutamento.
                    Si giungeva così  ad  un "ordinamento Cadorna" che fu  completamente
                attuato entro il  1947 e che,  in pratica, aveva  preso avvio  dal  1943  quando il
                "raggruppamento motorizzato" era comparso in prima linea a Monte Lungo.
                    Ma parlare solo delle tre componenti del nuovo Esercito è limitativo, in
                quanto lo sforzo di riorganizzazione aveva interessato molti altri settori della
                Forza Armata, da non considerare di secondaria importanza, in quanto alla
                base  del  lavoro  di  ristrutturazione  vi  era  il  dovere  di  recuperare  il  livello
                morale abbassatosi a livelli senza precedenti dopo  l '8 settembre, la necessità
                della "raccolta" del personale rimasto senza vincoli organici ed ancora sog-
                getto a  vincoli  di  leva  o  ad obblighi di  servizio,  ed  il  dovere  di  smobilitare
                 un'enorme massa di reduci.
                    A  tutto  ciò  deve  aggiungersi  la  necessità  del  recupero  di  una  enorme
                 massa di mezzi e materiali, del ripristino di infrastrutture e stabilimenti, ed
                il  continuo  contrasto  con  gli  alleati  che  auspicavano  la  creazione  di  un
                Esercito volontario con chiamata mensile, contrariamente alla volontà dello
                 Stato Maggiore che era convinto della necessità del servizio obbligatorio con
                chiamata quadrimestrale e leva di dodici mesi.
                    In tale quadro è da sottolineare la decisione politica di non prevedere l'e-
                 sclusione dal servizio del personale di leva esuberante rispetto alla forza con-
                 sentita  (in  quanto ciò  avrebbe  costituito  motivo  di  ingiustizia  sociale)  e  di
                 non  incentivare  l'arruolamento  di  specializzati  a  lunga  ferma  poiché  tale
                 soluzione  avrebbe  assunto  rilevanza  economica  in  funzione  degli  stanzia-
                 menti di bilancio.
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