Page 160 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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L'ESERCITO DEL TRATTATO DI PACE                                  149

          Missione Militare Alleata stabiliva che il  nuovo esercito dovesse essere basa-
          to su di una forza di 140 000 uomini suddivisi in:
          •  un'organizzazione  centrale  e  territoriale  incentrata  su  Ministero,  Stato
            Maggiore, Comandi Territoriali, Distretti Militari e Depositi pari a 9 000
            uomm1;
          •  riserve mobili locali pari a 90 000 uomini e comprendenti cinque Divisioni
            di fanteria (già Gruppi di combattimento), tre Divisioni di sicurezza, dieci
            Reggimenti di fanteria non indivisionati tra cui tre alpini;
          •  un'organizzazione dei servizi comprendente 31000 uomini;
          •  una componente addestrativa che impiegava 10 000 militari.
              Nel  dicembre  dello  stesso  anno  veniva  anche  costituito  un  apposito
          Comitato degli organici allo scopo di definire compiutamente l'ordinamen-
          to del nuovo Esercito italiano.
              Detto Comitato mise  a  punto un nuovo ordinamento della  Forza Ar-
          mata che,  approvato  nel  1946,  suddivideva  l'Esercito  in tre  grandi blocchi
          articolati in una:
          •  componente operativa, comprendente anche lo Stato Maggiore dell'Eserci-
            to, e basato essenzialmente su cinque Divisioni di fanteria, tre Divisioni di
            sicurezza e dieci Reggimenti autonomi;
          •  componente territoriale, che comprendeva anche gli Organi Centrali, incen-
            trata  su  di  undici  Comandi Militari Territoriali,  novantacinque Distretti
            Militari e Depositi;
          •  componente addestrativa scolastica.
              Su tale base, (S)  nonostante i condizionamenti imposti dagli alleati e l'e-
          sigenza di assicurare l'ordine pubblico, il generale Raffaele Cadorna, Capo di
          Stato Maggiore dell'Esercito, riuscì a realizzare un'intelaiatura suscettibile di
          potenziamenti o di ridimensionamenti, in quanto conteneva in essa tutti gli
          elementi base di un potenziale Esercito a meno della componente corazzata.
              In tale nuovo Esercito, sfruttando l'esperienza acquisita con i Gruppi di
          Combattimento, spiccava la componente addestrativa, da alcuni considerata
          ridondante, che incentrata su di una vasta componente scolastica- compren-
          deva,  tra  l'altro,  un  Centro  Addestramento  Reclute  (C.A.R.)  per  ogni
          Comando Territoriale.
              La  componente  operativa,  invece,  presentava  vaste  carenze  e  non
          rispondeva alle chiare indicazioni fornite dalla guerra che aveva dimostrato
          l'incapacità di  manovra  delle  Divisioni binarie,  prive  - come  erano - della
          riserva o del terzo reggimento e deficitarie per quanto attiene al sostegno di
          fuoco e di mezzi corazzati, alla necessità di disporre di una consistente dife-
          sa contraerei e di una valida azione controcarri.
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