Page 162 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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L'ESERCITO DEL TRATTATO DI PACE 151
Le dimissioni del generale Cadorna, coincidenti con la firma del Trattato
di Pace e la nomina del generale Marras a Capo di Stato Maggiore, determi-
narono di fatto la necessità di non discostarsi dall'impostazione dell'Esercito
fino ad allora adottata anche se, proprio la firma del trattato, inseriva delle
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nuove variabili quali la forza portata da 140 000 a 185 000 uomini ( ) e la pre-
ponderanza della difesa interna sulla difesa delle frontiere e antiaerea.
Tali condizionamenti non disgiunti dall'incessante azione politica tesa a
contenere ed a fronteggiare le esigenze di ordine pubblico, indussero il gene-
rale Marras a posporre la riorganizzazione della componente operativa
rispetto a quella territoriale attuando, per la prima, solo la trasformazione in
ternarie delle cinque Divisioni di fanteria.
La situazione interna estremamente preoccupante per ipotesi di separa-
tismo, per aumento della criminalità organizzata e della delinquenza comu-
ne, e per sollevamenti di piazza, aveva infatti indotto i governi Parri e De
Gasperi ad aumentare a dismisura gli organici dei Carabinieri e della Polizia
di Stato tanto che i due Corpi, sommati insieme, raggiungevano una consi-
stenza quasi pari a quella dell'Esercito e pesavano enormemente sul bilancio
dello Stato, influenzando negativamente il bilancio della Forza Armata.
I.:Esercito, che avrebbe voluto essere tenuto lontano da un impiego sgra-
dito, dovette così accettare la sola ristrutturazione della componente territoria-
le e far fronte a disponibilità di bilancio che consentivano appena il manteni-
mento di una forza di 140 000 uomini prevista dalle condizioni armistiziali.
Tale decisione, sebbene dovuta a pressione politica, era anche determi-
nata dall'atavica tendenza dello Stato Maggiore alle grandi intelaiature.
Furono così adottate le decisioni della Commissione consultiva che tra l'al-
tro, prevedeva una ferma di 18 mesi con chiamata semestrale (?)e la costitu-
zione di un Esercito di campagna su:
• otto Divisioni di fanteria, di cui una di immediato impiego, tre di pronto
impiego e quattro da completare alla mobilitazione;
• tre Divisioni difanteria motorizzata;
• sei Brigate di cui tre corazzate e tre alpine;
• truppe varie di Corpo d'Armata e di Armata.
Vi erano però anche altre discrasie che andavano eliminate e tra que-
ste spiccavano la scarsa preparazione dei Quadri e l'inadeguatezza della
normativa.
Al primo aspetto, si fece fronte con la vasta organizzazione scolastica che
poté contare sulla costituzione di ben sedici Scuole militari e sul ripristino
dei Corsi di Stato Maggiore presso la Scuola di guerra di Civitavecchia.

