Page 212 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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L:OPINIONE  PUBBLICA  ITALIANA.
              L:INIZIO  DELLA  RIFLESSIONE  SULLA  GUERRA:
            INTERPRETAZIONE,  TESTIMONIANZE,  APOLOGIE

                                      ( 1945-1946)






                                                                  LUCIO CEVA



              In una sequenza di non so più quale film Eduardo De Filippo imperso-
          nava un reduce frustrato - tra  l'altro - dal  fatto  che, al  ritorno  nella Napoli
          devastata del primissimo dopoguerra, non riusciva a raccontare le sue avven-
          ture  militari e  di  prigionia.  Ogni interlocutore infatti al  solo  accenno delle
          miseria di guerra, si congedava o lo costringeva a cambiare discorso tanto di
          queste cose ciascuno aveva  un  proprio bagaglio  dolente accompagnato  dal
          desiderio di dimenticarlo.
              Una verità, però non tutta la verità.
              Infatti già dal 1944/45 a mano a mano che lungo la penisola il cannone
          cessava di  tuonare principiavano a "gemere" i torchi degli editori sfornando
          memorie, diari, spezzoni di documentazione, rievocazioni, saggi e pamphlet.
          E  se questo facevano gli editori si  può esser certi che avevano le loro buone
          ragioni tanto più in un tempo in cui, almeno da noi, i meccanismi per crea-
          re bisogni generalizzati erano in gran parte ancora da scoprire. Nella fetta di
          italiani capace di lettura vi erano interessi e curiosità diffuse per tutto ciò che
          riguardava la guerra, il regime fascista,  i suoi personaggi e i retroscena.
              Il fenomeno aveva del resto precedenti illustri legati non solo al carattere
          epico di vicende storiche  (guerre,  rivoluzioni, grandi mutamenti di fortuna)
          ma ancor più al fatto che sul loro percorso si collocasse il crollo di un regime
          dittatoriale. Qualche cosa di simile si era verificato in Francia dopo la caduta
          del Secondo Impero seguita da una produzione memorialistica e pamphleti-
          stica  sterminata  che  ancor  oggi  costituisce  una  specialità  bibliografica  a  se
          stante.  E,  sia  pur scontate  mille  differenze,  il  fascismo  - come  il  Secondo
          Impero- era stato un regime cesareo inteso al  "meraviglioso", al "sopranna-
          turale politico", all'autocelebrazione e alla copertura degli aspetti prosaici ma
          talora piccanti che da sempre sono sottofondo e contorno della vita pubblica.
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