Page 214 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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L'UNIONE PUBBLICA ITALIANA                                        203


         militare e dell'armamento terrestre italiani 1940-43, mentre per le precedenti
         vicende vi erano Armellini e Pugliese. Notizie sulla strategia, gli alti comandi
         e i rapporti con  Mussolini si  trovavano in Zanussi, in Badoglio e in un altro
         volume del generale Armellini. Sulla produzione bellica, oltre ad accenni in
         Roatta e Zanussi, vi  erano i contributi di Favagrossa, Spigo e Caracciolo di
         Feroleto. Per le vicende armistiziali vi erano gli scritti di Castellano, Zanussi
         e Rossi. Per la caduta del fascismo  e l' 8 settembre nella capitale c'era l'affresco
         giornalistico di Monelli la cui vena brillante si era arricchita dopo il  1945 di
         un tratto  nuovo:  un  acceso  senso critico verso  Mussolini  e gli  uomini del
         Regime. Per la Marina, vi era il volume dell'ammiraglio Jachino, peraltro solo
         su Matapan mentre per visioni d'insieme bisognerà attendere il  1947-48 coi
         primi lavori dell'ammiraglio Bernotti e il  1949 con quello di Marc'Antonio
         Bragadin, destinato a divenire molto popolare ancorché di modesta attendi-
         bilità. Per l'Aviazione invece si  resterà sostanzialmente a bocca asciutta fino
         al1947 anno di pubblicazione del primo impressionistico ma simpatico con-
         tributo di Pagliano. (J) I fronti di guerra contavano saggi di vario valore ma già
         numerosi: per Tunisia e Mrica Settentrionale, Messe, Orlando e gli eccellen-
         ti memorialisti Pedoja e Piscicelli Taeggi; per la Russia, a parte la memoria-
          listica  (spesso  assai  polemica come quella di  Revelli  e  di Tolloy),  le  prime
         pubblicazioni  dell'Ufficio  Storico  dello  Stato  Maggiore  dell'Esercito;  di
          Grecia  e  Balcania  avevano  scritto,  oltre  a  Zanussi,  Mondini  e  Guazzi,
         Pascolo, Visconti Prasca e Angelini. ( 4 )
             Pubblicazioni non numerose ma importanti investivano il settore della
         diplomazia e dell'alleanza con la Germania. Basti ricordare il Diario di Ciano
          1939-1943, un significativo campione della corrispondenza Hitler-Mussolini
          e  le  memorie  di  due  diplomatici:  Mario  Donosti  (pseudonimo  di  Mario
          Luciolli) e Pietro Simoni (pseudonimo di Michele Lanza). (S)
             I volumi 1939-1943 del diario di Ciano apparsi in Italia nell'aprile 1946
          (preceduti da pubblicazioni parziali in Italia su giornali e all'estero su gior-
          nali e in volumi) eserciteranno influenza incalcolabile sia sugli studi sia sulla
          pubblica opinione anche perché un dato tipo di lettera sarà subito suggerito
         con successo. ( 6 )
             Constatazione analoga vale, a parer nostro, anche per grandissima parte
         della  pubblicistica del  1945-46 di  cui abbiamo ricordato qualche campione
          significativo, e beninteso anche per quella degli anni subito seguenti.
             Ecco, semplificando al massimo, alcuni dei luoghi comuni interpretati-
         vi da essa avvalorati.
             Se l'Italia fu  alleata della Germania nazista - e al pari di questa disfatta
         - ciò si dovette agli errori del solo Mussolini, "un uomo e un uomo solo" ( 7 )
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