Page 304 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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L'IDENTITÀ NAZIONALE ED IL TRATTATO DI PACE 293
(3) La dimostrazione di questo ·assurdo passaggio da una ideologia ad un'altra e addirittura
alla dabbenaggine, la si trova, se pur in via non diretta nei volumi XII e XIII della Storia
Parlamentare e Politica dell'Italia, un'opera imponente pubblicata dal Parlamento. Seguono alcu-
ni estratti da quell'opera:
"Escluso un ribaltamento delle alleanze che gli appariva certo avventuroso, Vittorio Emanuele
III si preparava a dichiarare al mondo la sua fedeltà all'Asse ed alla guerra tedesca, riservando-
si in seguito di aprire le trattative".
"3 agosto: De Gasperi per la D.C., Amendola per il P.C., Buozzi per il P.S.I., Salvatorelli per
il Partito d'Azione con il socialritòrmista Bonomi presentano al Capo del Governo un ordine
del giorno votato dal Comitato Nazionale con cui "il CN reclama dal Governo la cessazione
della guerra senza esitazioni ed indugi che potrebbero essere fatali, atTerma la sua certezza che il
popolo italiano sarà concorde nel fronteggiare qualunque pericolo dovesse sorgere da questa
decisione".
6 agosto: colloquio italo-tedesco di Tarvisio cui partecipano per l'Italia Ambrosia e Guariglia
e per il Reich germanico Keitel e Ribbentrop per far presente l'insostenibilità della situazione
italiana e l'esigenza di una rapida uscita dalla guerra. Da parte tedesca si conviene sulla neces-
sità di difendere l'Italia con ogni mezzo e di garantire l'invio e la dislocazione in Italia di sedi-
ci divisioni. L'iniziativa sembra costituire una risposta alla pretesa di "resa incondizionata"
dell'Italia, prospettata soprattutto da parte britannica nel corso delle prime conversazioni
diplomatiche.
7 agosto: azionisti, socialisti e comunisti firmano l'atto di costituzione di un Comitato perma-
nente di vigilanza e difesa della libertà e della pace del popolo italiano insieme alla richiesta
immediata dell'armistizio.
13 agosto: si conclude la riunione del Comitato Nazionale delle correnti antifasciste su posi-
zioni di aperta rottura col governo mentre i segretari delle confederazioni sindacali mettono a
disposizione gli incarichi loro affidati per gli ostacoli ancora frapposti al libero esercizio delle
libertà sindacali.
14-24 agosto: conferenza di Québec. Decisione di intervenire pesantemente nella situazione ita-
liana per affrettare la conclusione della guerra. (Tale pesante intervento fu costituito da un'in-
tensificazione dei bombardamenti contro le popolazioni civili; tali violenti bombardamenti
fanno largo alla convinzione che il govemo non si sia affatto impegnato per la pace).
L'influenza di queste azioni, volte a tòrzare l'uscita afl'rettata dalla guerra è sintetizzata dalla frase
che, secondo l'Ambasciatore Murphy, il Generale Eisenhower pronunciò all'atto della Firma del-
l'armistizio: "This is a crooked dea!", è uno sporco affare. Egli si rendeva conto infatti, che degli
apprendisti stregoni piazzati in Italia e, più comodamente, al di là dell'Atlantico, manovratori
incapaci della guerra e della pace, mettevano a repentaglio le sorti della Nazione. Essi trattavano
infatti la "guerra" come una delle risse tanto frequenti nel Parlamento Italiano, risse che comin-
ciano con le parole, procedono con gli insulti e portano a degli scontri nell'emiciclo. Per poi fini-
re con un'agape fraterna che comprende tutti meno i molti "commessi" che sono, nel frattempo,
andati in ospedale a farsi curare le ferite riportate nel vedersela con i contendenti.

