Page 303 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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292 TAVOLA ROTONDA
La prima determinazione è indiscutibilmente valida (pur se in piccolis-
sima parte efficace) perché la guerra nasce essenzialmente nell'animo degli
uomini; la seconda è assolutamente utopistica ed erronea se non viene, con
decisione, precisione e fermezza, riferita a quei popoli che, non avendo stabilito
di vivere lo spirito della libera/democrazia, non sono qualificabili come "giusti e
custodi della Pace". Coloro che sono, e sono definiti tali (giusti e custodi della
Pace), sanno che questa si fonda sulla Giustizia cioè sulla eliminazione delle
ingiustizie, siano esse a livello dei singoli o delle comunità, e sono pronti a
pagare il prezzo di un tale atteggiamento. Se non si fanno queste distinzio-
ni fra popolo e popolo non si capisce nemmeno cosa vuol dire "guerra giu-
sta" e "guerra ingiusta"; non si capisce che se è un grave delitto contro l'u-
manità ingaggiare (e magari vincere) una guerra ingiusta, un delitto ancora
più grave contro l'umanità è perdere o non fare, per ignavia e impreparazione,
una guerra giusta.
Se non si fanno questo distinzioni non si capisce perché un apparato
bellico può essere preparato ed usato per il peace-making, il peace-keeping o il
peace-enforcing e lo stesso apparato può essere usato per compiti opposti.
Fare queste differenze significa passare dalla ideologia alla politica (così
come fa, con grande saggezza, la Conferenza Episcopale Francese che, più e
prima di levare alte invocazioni alla Pace, giudica ed afferma che la Force de
Frappe serve oggi a "gagner la paix". Essa sa infatti benissimo che i popoli
veramente civili non bellicosi e non bellicisti, devono scrivere così oggi, il vec-
chio precetto romano volto a propiziare la Pace: Si vi's pacem para victoriam).
I chiarimenti che i "vecchi soldati" chiedono, hanno da servire a fare le
giuste distinzioni fra ideologia e politica onde i soldati italiani non siano
ancora mandati a morire in altre gelide steppe, senza il dovuto armamento
ed equipaggiamento, per ragioni non strettamente aderenti alle realtà ed alle
necessità concrete della loro Nazione.
NOTE:
(l) Era inoltre del tutto imperativo andare a cercarsi quel combustibile senza il quale le
nostre Forze Navali non potevano né navigare né combattere, piuttosto che elemosinare 20000
tonnellate (cioè il carico di una petroliera di medio tonnellaggio per far navigare una Flotta per
2/3 anni) dalla Germania per intercessione del Grande Ammiraglio Thaon di Revel.
(2) Era questo il disegno di Vittorio Emanuele III che prefigurava la manovra di sgancia-
mento della Finlandia dalla Germania fatta con l'assenso di questa dal Maresciallo Von
Mannerheim nel 1944?

