Page 303 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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                    La prima determinazione è indiscutibilmente valida (pur se in piccolis-
                sima parte efficace)  perché la guerra nasce essenzialmente nell'animo degli
                uomini; la seconda è assolutamente utopistica ed erronea se non viene, con
               decisione, precisione e fermezza,  riferita a quei popoli che,  non avendo stabilito
               di vivere lo spirito della libera/democrazia, non sono qualificabili come "giusti e
               custodi della Pace". Coloro che sono, e sono definiti tali (giusti e custodi della
               Pace), sanno che questa si fonda sulla Giustizia cioè sulla eliminazione delle
                ingiustizie, siano esse a livello dei singoli o delle comunità, e sono pronti a
                pagare il prezzo di un tale atteggiamento. Se non si fanno queste distinzio-
                ni fra  popolo e popolo non si  capisce nemmeno cosa vuol dire "guerra giu-
                sta" e "guerra ingiusta"; non si  capisce che se  è un grave delitto contro l'u-
                manità ingaggiare  (e  magari vincere)  una guerra ingiusta, un delitto ancora
               più grave contro l'umanità è perdere o non fare, per ignavia e impreparazione,
                una guerra giusta.
                    Se  non si  fanno  questo distinzioni  non si  capisce  perché  un apparato
                bellico può essere preparato ed usato per il peace-making, il peace-keeping o il
               peace-enforcing e lo stesso apparato può essere usato per compiti opposti.
                    Fare queste differenze significa passare dalla ideologia alla politica (così
                come fa,  con grande saggezza, la Conferenza Episcopale Francese che, più e
                prima di levare alte invocazioni alla Pace, giudica ed afferma che la Force de
               Frappe  serve oggi a  "gagner la  paix". Essa sa  infatti benissimo che i popoli
                veramente civili non bellicosi e non bellicisti, devono scrivere così oggi, il vec-
                chio precetto romano volto a propiziare la Pace: Si vi's pacem para victoriam).
                    I chiarimenti che i "vecchi soldati" chiedono, hanno da servire a fare le
               giuste  distinzioni  fra  ideologia  e  politica  onde  i  soldati  italiani  non  siano
                ancora mandati a morire in altre gelide steppe, senza il  dovuto armamento
                ed equipaggiamento, per ragioni non strettamente aderenti alle realtà ed alle
                necessità concrete della loro Nazione.




                                               NOTE:

                    (l)  Era  inoltre  del  tutto  imperativo andare a  cercarsi  quel  combustibile  senza  il  quale le
                nostre Forze Navali  non potevano né navigare né combattere, piuttosto che elemosinare 20000
                tonnellate  (cioè il carico di una petroliera di  medio tonnellaggio per far  navigare una Flotta per
                2/3 anni) dalla Germania per intercessione del Grande Ammiraglio Thaon di Revel.
                    (2)  Era questo il  disegno di Vittorio Emanuele III che prefigurava la manovra di sgancia-
                mento  della  Finlandia  dalla  Germania  fatta  con  l'assenso  di  questa  dal  Maresciallo  Von
                Mannerheim nel 1944?
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