Page 298 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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L'IDENTITÀ NAZIONALE ED IL TRATTATO DI PACE 287
Annesso 2
La Seconda Guerra Mondiale ha costituito un evento di importanza
epocale le cui conseguenze si sono fatte sentire, e si faranno ancora a lungo
sentire, in tutto il mondo e più specialmente in Italia.
Di quel conflitto ci sono due date particolarmente degne di attenta
riflessione, il 25 luglio e 1'8 settembre 1943, il cui nesso ritengo non sia ben
compreso dagli italiani e credo anzi che si faccia di tutto perché tale incom-
prensione si perpetui. Il25 luglio 1943 ci fu la seduta del Gran Consiglio del
Fascismo che prese la più giusta, forse l'unica giusta sua determinazione
dopo il 9 giugno 1940. Quella determinazione aveva un chiaro e preciso
significato per coloro che avrebbero dovuto tenerne conto e il significato è
questo: "La guerra che stiamo disastrosamente perdendo, iniziata e condot-
ta in nome di una ideologia, va riaffidata alla politica". Il Gran Consiglio,
cioè, denunciava l'errore di Mussolini di aver trasformato un assunto che
tutti accettano e considerano corretto "La guerra è la continuazione della
politica con altri mezzi" nell'altro "La guerra è determinata, dall'inizio alla
fine, dalla nostra ideologia". Un tale cambiamento fa sì che la guerra non sia
più da considerare un mezzo per conseguire scopi di ordine politico (cioè
puramente materiale, contingente e razionalmente determinato) ma di ordi-
ne ideologico, cioè etico e materiale insieme. Infatti mentre la politica deter-
mina i modi e i mezzi con cui perseguire gli interessi materiali o contingenti
di un popolo, l'ideologia ha la pretesa di dettare i valori e gli interessi tanto
etici che materiali che un popolo dove perseguire, sottintendendo che il nesso
fra la parte etica e la parte materiale è stabilito dall'ideologia stessa. Se l'as-
sunto clausewitziano non fosse stato stravolto dal" duce", sarebbe stato faci-
le capire che la Germania, ideologicamente avversa tanto allURSS comunista
quanto alle nazioni liberaldemocratiche, era politicamente (cioè per inte-
resso materiale) volta a far conquista territoriali ad est e che seguiva quindi
la linea militare corretta e logica di cercare di "immobilizzare" queste nazio-
ni per poter battere definitivamente la prima. L Italia aveva le stesse motiva-
zioni ideologiche della Germania ma il suo obiettivo politico-militare non
poteva che essere totalmente differente; dettato, imposto dalla inesorabilità
della geografia, esso era infatti situato non in Russia ma nel Mediterraneo, a
sud, non ad est e ciò sarebbe risultato subito chiaro a chi, date le sue respon-
sabilità, avesse fatto la debita distinzione tra ideologia e politica. E questo
avrebbe dovuto comportare la decisione di non fare, dal punto di vista mili-
tare, presso che niente di ciò che la Germania faceva; in altri termini di non

