Page 296 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
P. 296

L'IDENTITÀ NAZIONALI' ED IL TR\TTATO Ili l'ACE                    2R5

          erano state battute sul campo di battaglia c non possono considerarsi sicura-
          mente vincitrici alcune di quelle che hanno trionfato nello scambio armato.
              La guerra  1939-1945,  infàtti,  causando  la  scomparsa del  colonialismo,
           ha  prodotto  un  totale  cambiamento  nel  "modo"  di  apportare  modifiche  al
          rapporto di ricchezza fra  nazioni, essendo, queste modifiche, una aspirazio-
           ne perenne degli uomini cd una delle più forti  spinte alla nazione. Da sem-
          pre,  prima del  1945,  la  ricchezza  di  alcuni  popoli  derivava  o  dal  possesso
          legittimo  delle  terre  e  delle  risorse  e  prodotti  che  ne  potevano  trarre  (p.  e.
          Stati Uniti e Russia)  o dalle tangenti che ponevano sul commercio di mate-
          rie e prodotti di base ricavate dai possedimenti coloniali.
              Dopo  la  Ie  Guerra  Mondiale  tangenti  di  intermediazione  non  se  ne
           possono più imporre e  si  possono solo chiedere i compensi inerenti alla tra-
           sformazione delle materie prime per compensare la  specializzazione tecno-
          logica di chi le lavora c la economicità della lavorazione stessa.
              Tutte le guerre precedenti alla II" Guerra Mondiale servivano a cambia-
          re  la  "quantità" di  ricchezza posseduta, questa guerra ha cambiato "il pro-
          cesso"  per arrivare  alla  ricchezza;  infatti  oggi  la  fonte  della  ricchezza  non
          consiste nel detenere o controllare le materie di base ma nel saper dare a que-
          ste il  massimo "valore aggiunto". Oggi la ricchezza è il  "valore aggiunto".
              Una volta chi non possedeva materie prime e quelle per la produzione
          di  energia,  comunque  preparato  e  laborioso  fosse,  non  poteva  superare  o
          compensare il vantaggio che derivava dal possesso di esse; oggi, avendo tutte
          le  nazioni uguale accesso  alle  materie  prime ed  alle  fonti  di  energia,  è  più
          ricca quella che meglio le  manipola, quella cioè che ha sviluppato gli studi,
          le  ricerche, le tecnologie, l'operosità.
              Prima si diventava ricchi se si  "portava via" qualcosa a qualcuno; oggi lo si
          diventa solo se si sa "aggiungere" qualcosa a se stessi, cioè alle proprie capacità.
              Sembra quindi inevitabile dire che la Ila Guerra Mondiale ha costituito,
          o ha dato inizio, almeno per l'Occidente industrializzato, a una rivoluzione
          di portata enorme, forse  la più grande della sua storia.
              Essa  ha  fatto  scomparire,  assorbendole,  tanto  le  rivoluzioni  tàscista  e
          nazionalsocialista (che sostenevano il  diritto di una nazione ad una maggior
          quota  di  ricchezza  in  ambito  internazionale)  che  quella  comunista  (che
          sosteneva il diritto di una classe a maggiori quote di ricchezza nell'ambito di
          ogni nazione)  poiché, per la connessione che c'è sempre fra  il generale ed il
          particolare, se  i popoli debbono imparare -atomo adiuvante - a non strappa-
          re qualcosa l'uno all'altro ma a guadagnarselo lavorando più c meglio, altret-
          tanto debbono tàre le classi, rigettando il concetto di rivoluzione.
   291   292   293   294   295   296   297   298   299   300   301