Page 293 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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                 Annesso l


                     Premesso che ogni azione liberticida o delinquenziale (in quanto com-
                 presa fra  quelle così considerate dai codici penali delle varie  nazioni)  è del
                 tutto esecrabile e  che  i  responsabili  di  tali  azioni  sono da  tutti  considerate
                 passibili  anche  delle  pene più gravi,  non  sembra  che  le  guerre,  in  quanto
                 fenomeni  che  coinvolgono fino  a  centinaia  di  milioni  di  persone,  possano
                 essere fatte ricadere in quelle categorie di azioni.
                     Le guerre, infatti sono, piuttosto, qualificate come: di religione, dinasti-
                 che, di  indipendenza, di  conquista e la  loro configurazione caratterizzante
                 viene  delineata  a  prescindere  dalle  azioni  liberticide  o  delinquenziali  che
                 qualche volta ad esse si accompagnano.
                     Durante la Ila Guerra Mondiale centinaia di milioni di  persone hanno
                 subìto passivamente il conflitto o hanno aiutato in qualche modo, pur senza
                 impugnare  armi,  i  soldati  della  propria  nazione  a  combatterlo;  decine  di
                 milioni di soldati hanno combattuto cercando la vittoria e, se e quando ucci-
                 sero,  lo  fecero  per il  principio,  forse  non giusto  ma  certo  connaturato con
                 l'uomo, di "uccidere per non essere uccisi".
                     Né  questi  né  quelli  sfuggirono  all'influenza  propria  di  ogni  contesa,
                 quando essa  è  dura e cruenta, per cui  i buoni diventano ottimi ed  i cattivi
                 diventano pessimi, ma rimasero tutti, più o meno, nell'ambito del comporta-
                 mento entro il quale, dall'inizio del mondo, gli uomini si  sono mossi quan-
                 do ci sono state le guerre.
                     Alcune decine di  migliaia di  individui però hanno imprigionato,  sevi-
                 ziato, torturato ed eliminato con furia selvaggia, in nome di una ideologia e
                 "non  per non essere  uccisi",  milioni  di  vittime innocenti e  questo fatto  ha
                 costituito non una connotazione particolare della IP Guerra Mondiale ma
                 un suo speciale "addentellato".
                     Questo  fatto  ha  così  profondamente  toccato  ed  offeso  lo  spirito  degli
                 uomini da far sì che tanto i vincitori che i vinti abbiano addirittura ammesso
                 che le tragiche tinte di un evento "collaterale" della Guerra Mondiale potes-
                 sero colorarla tutta.
                     A questo impulso, comprensibile, si è però aggiunto il desiderio prepo-
                 tente, o meglio, il  non proprio ingenuo disegno di una parte dei vincitori, e
                 di non pochi loro estimatori, di fare della II" Guerra Mondiale la "passione"
                 che  ravviva  la  "fede"  ed  hanno  creato  con  pazienza ed  abilità  una  cultura
                 "politicamente  finalizzata"  per  cui  quella  guerra  è  stata,  e  deve  per  tutti
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