Page 289 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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                      Quanto all'identità nazionale concordo con le date dal professore Galli
                  della Loggia. Secondo me, c'è una condizione essenziale perché esista e sia
                  sentita da tutti. Ed è l'assunzione virile delle luci e delle ombre della storia
                  italiana. Tutte. È un'abitudine che noi italiani non abbiamo.
                      Durante e dopo il Risorgimento la geografia risorgimentale ha trascura-
                  to tutti gli aspetti positivi dei regimi precedenti. Il fascismo ha bollato come
                  "Italietta" un'Italia che aveva vinto la prima guerra mondiale. La Repubblica
                  ha voluto coprire di  nero,  senza considerare le  cose positive, e il  fascismo  e
                 gli ottantacinque anni di monarchia.
                      Dico  che  noi  dovremmo  fare  come  fanno  le  vere  nazioni:  la  Francia
                  repubblicana  onora  Napoleone  e  Luigi  XIV;  la  Gran  Bretagna  onora
                  Cromwell che ha tagliato la testa al re;  la Spagna onora nel "Vajo de los cai-
                  dos" franchisti e antifranchisti.
                     A mio modo di vedere, la riconciliazione nazionale e l'assunzione, ripeto,
                  degli oneri e dei punti positivi e dei punti negativi, è un elemento essenziale
                  dell'identità nazionale. Grazie.

                 Ammiraglio BURACCHIA:

                      Grazie all'ambasciatore Maccotta, intanto per averci consegnato il docu-
                  mento  dell'ammiraglio  Birindelli,  e  soprattutto  per  queste  considerazioni
                  che, penso, tutti qui condividano.
                      Io,  se  non  c'è  nessun  altro  che  voglia  fare  un  intervento,  dichiarerei
                  chiusa questa tavola aperta e anche questo convegno.
                      Ringrazio tutti quelli che hanno partecipato, ma soprattutto i conferen-
                  zieri che sono stati poi la parte viva  di  questo convegno.  E  soprattutto rin-
                 grazio i giovani diplomatici che sono stati coinvolti in questi tre giorni nel
                  nostro convegno.
                      Spero che il Trattato di Pace che con i dibattiti voi avete seguito in que-
                  sti  tre giorni,  sia  servito ad  allargarvi gli  orizzonti su  una pagina di  storia,
                  come si diceva, abbastanza poco conosciuta.
                      Io volevo, infine, ringraziare l'ambasciatore Cortese, il  padrone di casa,
                  che ci ha dato la possibilità di riunirei qua. E ringraziarlo con affetto. Grazie.
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