Page 287 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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                 stessa.  Patria è Father Land degli  inglesi,  Uzter  Land dci  tedeschi  (terra dei
                 padri), Otjècestvo dei russi, Patrie dei francesi, Patria dei romani, che diceva-
                 no anche <<pulcrum est pro patria mori»  (è bello morire per la patria).
                     Nazione è  invece l'insieme di genti legate da comunanze di  tradizioni
                 storiche, lingua, costumi ed aventi coscienza di tali comuni vincoli.
                     L6 Stato non si identifica con la Patria o la Nazione. Lo Stato è quell'or-
                 ganizzazione che una comunità permanentemente stanziata su un territorio
                 (pur di diversa nazionalità, lingua, religione ecc.)  deve darsi per assicurare ai
                 cittadini degli obiettivi comuni e dei  servizi primari  (difesa,  istruzione, giu-
                 stizia,  ordine pubblico ecc.).  Lo Stato,  pertanto, deve  essere continuamente
                 riorganizzato affinché sia sempre efficiente e non diventi arteriosclerotico.
                     In verità noi soffriamo ancora del ritardo dell'unità nazionale dello Stato
                 italiano che si  è avuta soltanto nel secolo scorso, mentre altri Stati l'avevano
                 già  raggiunta  da  diversi  secoli  (Spagna,  Francia,  Gran  Bretagna,  Russia,
                 Austria ecc.). Questo ritardo ci ha portato anche ad arrivare tardi alla sparti-
                 zione del bottino coloniale, avvenuta negli ultimi secoli.
                     All'Italia, infatti, rimasero soltanto i territori africani più poveri (Eritrea,
                 Somalia, Libia, Abissinia), che non fàcevano gola a nessuno e che era meglio
                 allora farli occupare all'Italia per non alterare gli equilibri delle grandi poten-
                 ze coloniali di quel periodo storico. Le operazioni coloniali sono cemento per
                 l'identità nazionale dei colonizzatori, il contrario avviene per i colonizzati.
                     In quei territori, che mancavano di tutto, in particolare di  materie stra-
                 tegiche (ferro, carbone, petrolio, legno, gomma ecc.), gli Italiani avevano cre-
                 duto e investito grandissime risorse umane ed economiche senza alcun ritor-
                 no. Il Trattato di  Pace di Parigi, come noto,  privò l'Italia delle sue Colonie
                 (assieme ai grandi lavori fatti dagli Italiani, (strade, ferrovie,  bonifiche agra-
                 rie ecc.), senza avere avuto il tempo di coglierne i frutti, nonché di parte della
                 Venezia Giulia e dell'Istria.
                     Per nostra fortuna venne salvata l'unità nazionale, ma il vincitore tende
                 sempre ad aumentare l'identità nazionale del vinto.
                     Il Governo merita un discorso a parte. Quando il soldato italiano diceva
                 "piove governo ladro", è  perché lui identificava il  Governo con lo Stato. In
                 effetti,  quando  lo  portavano  sui  vari  fronti  e  lo  "buttavano"  in  situazioni
                 impreviste e toccava con mano la differenza di organizzazione, di  addestra-
                 mento, di  armamento, di equipaggiamento e di vitto con il  soldato tedesco,
                 alleato  prima  e  nemico  dopo,  o  con  i  soldati  inglesi  e  americani,  nemici
                 prima e alleati dopo, si  rendeva così conto, senza più ombre di dubbio, che
                 in Italia, Stato e Governo funzionavano male, molto peggio che in altri Paesi
                 del mondo cosiddetto civile.
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