Page 283 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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                     Ecco, questo non è chiaro. È proprio partendo da questo errore che noi
                 vediamo scrivere una quantità di cose enormi. E che porterà, poi, allo scon-
                 tro fra  italiani e francesi,  negli anni della  costruzione europea. Che porte-
                 ranno a demonizzare il punto di vista di De Gaulle, dell'Europa delle patrie,
                 eccetera. Che è frutto  di scarsa riflessione e,  direi,  soprattutto di  incultura.
                 Concetto sul quale tengo molto a insistere.
                     Naturalmente, da un lato ci sono il grosso delle forze antirisorgimentali.
                 Sì, De Gasperi non è antirisorgimentale:  perché De Gasperi è un cattolico
                 che ha compiuto tutto il suo percorso politico. Ma quello che viene ritenuto
                 il nucleo culturale della Democrazia Cristiana, e cioè la sinistra della Demo-
                 crazia Cristiana è profondamente antirisorgimentale. Intende rivendicare dei
                 valori,  che  sono  esattamente  quelli  che  hanno  portato,  alla  dissoluzione
                 dell'Italia. Per dirla in termini di politica internazionale molto semplici: sono
                 coloro che sperano nella ricostituzione del potere temporale della Chiesa.
                     E ce n'è grande documentazione proprio nei volumi italiani. La stampa
                 ha ripreso molto marginalmente quell'aspetto. Ma i democristiani ci credo-
                 no. Caso mai, in una forma diversa, .in una forma aggiornata. Ma, comun-
                 que, si tende a far prevalere una visione che è contraria a quella risorgimen-
                 tale.  Non la  si  storicizza, come diciamo ora,  ma la si  respinge.  Questo è il
                 punto fondamentale.
                     Dall'altra  parte c'è  l'altra  posizione,  l'internazionalismo della  sinistra,
                 che anch'esso supera il concetto di Nazione. E quindi ci si divide su due stra-
                 de. Due strade nettamente diverse, con la crisi del paese e la perdita di un'u-
                 nica  identità.  Sono  due  identità.  Sono  due  identità  che  hanno  segnato
                 profondamente la vita fino alla caduta del muro di Berlino. Questo direi che
                 andrebbe detto con estrema chiarezza. Che poi adesso la gente abbia cam-
                 biato idea, questo è un altro paio di maniche. Ma non abbiamo ancora la sen-
                 sazione di come il Paese ha vissuto diviso, e che tutto è stato un compromes-
                 so. Un compromesso al minimo comune denominatore. Il che ha significato
                 discredito. Ma il che significa, soprattutto, affermazione di una politica anti-
                 culturale. Perché là dove si stimolava il giudizio critico, là dove si  stimolava
                 la vera cultura, ci sarebbero stati dei pericoli per il mantenimento di questo
                 difficile equilibrio.


                 Ammiraglio VENTURONI:

                     Non volevo  andare via,  senza  prima aver  salutato  tutti gli  intervenu-
                 ti  a  questo  convegno.  E  senza  aver  dato  atto  al  nostro  Presidente  della
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