Page 280 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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L'IDENTITÀ NAZIONALE ED IL TRATTATO DI PACE 269
e politica militare dell'Italia. Anche perché esse sono le più comode su cui
dividersi. Perché quelle apparentemente meno produttive di effetti immedia-
ti, ma più cariche di valori simbolici, appunto i grandi schieramenti ideologi-
ci. Perché la politica estera per cinquanta anni è stata in contatto diretto con
il grande problema della divisione ideologica del mondo. Però questo ha volu-
to dire un'opinione pubblica divisa, istituzionalmente divisa su questi tempi.
Ricordate, sembrano cose àccadute mille anni fa, insomma: ogni volta
che c'era uno schieramento militare di missili, l'Italia era percorsa da cortei,
tutta una serie di cose che sono ben presenti alla nostra memoria. E che,
naturalmente, ha aggravato il deficit del problema dell'identità nazionale del
nostro Paese.
E termino con quest'ultima osservazione, che consegno alla successiva
discussione, un paese senza entità nazionale non può avere classe dirigente,
non può avere classe dirigente non politica; non può avere una classe diri-
gente costituita da funzionari, da vertici militari, da grandi burocrati; che
sono, appunto, quel tipo di classe dirigente, e quella parte di classe dirigente,
che si forma e si può formare soltanto là dove esiste una cultura degli inte-
ressi nazionali. Se manca una cultura degli interessi nazionali, non può for-
marsi in un paese una classe dirigente di questo tipo. Questi dirigenti devono
avere come proprio punto di riferimento la devozione agli interessi· nazionali
e allo Stato che li rappresenta. Se non c'è una cultura degli interessi nazio-
nali, non può esistere neanche una cultura dello Stato. E se non c'è una cul-
tura di queste due cose, non ci può essere una classe dirigente degna di que-
sto nome; cioè una classe dirigente non politica, che al momento opportuno
sappia anche opporsi ai politici. Proprio perché si ritiene depositaria di inte-
ressi che vanno al di là delle scelte politiche.
Questo è una delle cose che tragicamente ha fatto difetto al nostro Paese
in questi ultimi decenni. E la cui origine, io credo, va ritrovata, non nella cat-
tiva volontà di questo o di quello, dei politici o dei non politici, ma va ritro-
vata in questo elemento drammatico, che ha segnato l'origine, la nascita
della nostra democrazia. E che tutti speriamo oggi, finalmente, dopo tanti
decenni, possa in qualche modo, e si stia avviando in qualche modo ad una
soluzione positiva. Grazie.
Ammiraglio BURACCHIA:
Volevo ringraziare il professar Galli della Loggia per questa panoramica
ampia, profonda, che ha fatto sulla situazione dell'Italia. Situazione che
parte dal momento del Trattato di Pace e che si sviluppa nei decenni del
dopoguerra.

