Page 290 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
P. 290
APPENDICE ALLA TAVOLA ROTONDA
Relazione dell'ammiraglio Gino BIRINDELLI
Un evento così imponente come la Seconda Guerra Mondiale non può
non segnare profondamente l'identità di ogni Nazione che ad essa abbia par-
tecipato. E ciò è tanto più vero per l'Italia che - a differenza di tutte le altre
Nazioni belligeranti - non si è in essa impegnata nel modo normale di par-
tecipare ad una guerra - cioè agendo secondo criteri di ordine prettamente
militare - ma agendo piuttosto sotto gli impulsi di ordine "ideologico" delle
forze politiche che esercitavano il controllo della vita nazionale.
E questo si è verificato tanto per l'entrata in guerra quanto per il suo svol-
gimento, arrivando al culmine nel momento di uscirne nel settembre 1943.
Tali particolari impulsi - evidentissimi per un soldato - hanno inevita-
bilmente sottratto ai dettami fondamentali della guerra l'intero sforzo belli-
co della Nazione e le sue varie componenti si sono trovate ad agire in ogni
momento al di fuori della razionalità semplice, ma indiscutibile, di ogni con-
flitto militare.
Questo il tratto assolutamente caratterizzante della guerra italiana nel
periodo 1940/45 - un tratto importantissimo che risulta evidente a chi in
quella guerra è stato direttamente coinvolto, a chi dai fatti risalga - docu-
mentatamente - alle responsabilità delle autorità di governo e delle forze
politiche che le sostenevano.
Il problema oggi non è di punire delle colpe (per cui la pena è- fra l'al-
tro -prescritta) ma individuare degli errori onde non ripeterli. Ed ogni con-
vegno che guardi con serietà e serenità ai vari aspetti della storia può molto
contribuire a questo risultato e fare quindi cosa utile all'umanità.
Alla seconda guerra mondiale fu dato inizio in un tempo in cui i popo-
li tedesco ed italiano affermavano con decisione di essere:
l) ideologicamente uniti nel rigetto della liberaldemocrazia e del comunismo;
2) disposti a ricorrere alle maniere forti pur di vedere eliminati quei due
sistemi politici; ed a riprova di tali intenzioni sta il fatto indiscutibile che
né nel settembre 1939 né nel giugno 1940 ci furono manifestazioni di
opposizione alla guerra degne della benché minima menzione, pur se è
immaginabile che parecchie persone abbiano poi affermato di riprovare,
nel loro intimo,. tanto la comune ideologia che la comune belligeranza.
Però le identità di cui sopra non erano, in effetti, così assolute come
poteva apparire e ciò risultava chiaro allorché si passava dalle enunciazioni

