Page 295 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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                    E  ciò anche perché:
                   il popolo italiano ed i suoi soldati hanno più motivi di guardare al proprio
                   comportamento  durante  la  passata  guerra  con  serena  che  con  cattiva
                  coscienza;
                   se c'è vergogna, o non c'è fierezza, del passato, non ci può essere entusia-
                   smo per il  futuro  né quella fiducia  nelle proprie capacità senza la  quale
                   non si può procedere come nazione;

                   anche a questo evento non può non applicarsi il criterio umanamente vali-
                   do che "tutta la storia è storia sacra" e che, come tale, va scritta con la mas-
                   sima veridicità in quanto registrazione del sacrificio degli  uomini e delle
                   loro sofferenze per fini che spesso li  trascendono e che non possono quin-
                   di immiserirsi.
                    In  aggiunta o,  forse,  a  premessa di  quanto sopra c'è la  considerazione
                che se la guerra (e  non gli eventi collaterali) è la "continuazione della politi-
                ca con altri  mezzi" ogni valutazione moralistica di essa è  fuori  dalla  realtà
                per le  stesse ragioni per cui la politica viene valutata essenzialmente in base
                alla convenienza per una nazione, o per un concerto di nazioni, di quanto
                essa produce.
                    Cosa ha significato e significa per l'umanità, e per l'Occidente in parti-
                colare, quel grande evento che è  stato la Il"  Guerra Mondiale?  Ha portato
                essa benefici ai popoli? Se la P Guerra Mondiale può considerarsi, nella sua
                essenza,  una  guerra  di  Indipendenza,  cioè  una  derivazione  ed  una  conti-
                ·nuazione di  quel moto per cui le  etnie miravano a darsi lo status di "nazio-
                ne"  o  ad  assicurarsi  confini  che  meglio  le  delimitassero,  la  Ila  Guerra
                Mondiale va iscritta in una differente classe di guerre e considerata una con-
                seguenza estrema, forse  inevitabile, di quella rivoluzione industriale che ha
                introdotto  nell'Occidente  la  produzione  di  massa  e,  quindi,  la  corsa  dei
                popoli alla ricchezza attraverso l'industrializzazione e la competizione per le
                materie prime ed i mercati.
                    La IP Guerra  Mondiale  è  stata decisamente  una guerra di  conquista,
                volta ad aumentare la  ricchezza nazionale, come molte di quelle che l'han-
                no preceduta. Nel passato lontano esse erano fatte per l'acquisizione di terre
                arabili; nel passato recente per il controllo delle materie prime dei cosiddetti
                possedimenti coloniali.
                    Però, a differenza di ogni guerra di conquista precedente dove, alla fine,
                c'erano chiaramente dei  vinti  e  dei  vincitori,  questa è  stata  perduta e vinta
                allo stesso tempo, seppure in misura diversa, da più di una delle nazioni che
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