Page 89 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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IL COI\iFINE SETTENTRIONALE: L'ACCORDO DE c;ASPERJ-C;RUBER 79
l'Italia, la disponibilità italiana a sviluppare le autonomie locali in tutta la
Venezia Tridentina, l'irrilevanza, ai fini della ricostruzione dell'Austria, del-
l'apporto sud-tirolese e i sentimenti nazionalsocialisti sviluppatisi nella
popolazione di lingua tedesca durante la guerra.
Byrnes rispose a De Gasperi il 4 settembre 1945 evitando qualsiasi
dichiarazione impegnativa. Contemporaneamente il 22 agosto 1945 il
Presidente del Consiglio Parri scrisse a Truman, assicurando che l'Italia si
predisponeva a definire "misure legislative che daranno alle minoranze tedesche
che vivono con gli italiani in Alto Adige, l'autonomia più larga e garantita appli-
cando anche in questa regione al massimo grado tutti i principi democratici di
libertà individuali e collettivi". Il Presidente Truman rispose che avrebbe par-
lato con Byrnes delle questioni territoriali.
A seguito di questa iniziativa diplomatica la posizione americana si
discostò notevolmente dal documento del 1944. La posizione non era total-
mente di rovesciamento, ma partendo dal mantenimento del confine esi-
stente consentiva l'esame di eventuali richieste per "minori rettifiche" in suo
favore che l'Austria dovesse presentare.
Questo documento venne discusso a Londra nella prima sessione del
Consiglio dei Ministri degli Esteri, organo che secondo i deliberati della con-
ferenza di Potsdam aveva il compito di elaborare i trattati di pace.
Gli americani cercarono di far intervenire l'Austria, ma in quella occa-
sione non se ne fece niente poiché si affermò l'opinione che i vincitori stava-
no discutendo tra loro la pace da imporre ai vinti.
La seduta si concluse il 14 settembre, con l'approvazione della proposta
americana che sostanzialmente chiudeva la questione del confine italo-
austriaco, lasciando però aperta la porta per eventuali richieste su rettifiche
minori da parte dell'Austria.
La soluzione traeva origine senz'altro dalla considerazione che l'Austria
non era stata una delle nazioni vincitrici né era stata in guerra con l'Italia o
aveva avuto aggressioni o molestie da parte italiana durante il periodo fascista.
Da parte austriaca la posizione era indebolita dal fatto che il governo
provvisorio Renner non godeva del riconoscimento anglo-franco-americano
e formalmente nemmeno di quello sovietico e pertanto i contatti politici uffi-
ciosi avvennero attraverso la Commissione Alleata. Le osservazioni austria-
che giunsero a Londra il 14 settembre, quando ormai la conferenza si era già
pronunziata sull'argomento e non furono prese in considerazione.
Il 5 novembre il sottosegretario Gruber inviò alla commissione alleata
un nuovo documento più dettagliato e l'azione diplomatica venne poi rilan-
ciata dal nuovo cancelliere Figi, in carica dalle elezioni del 25 novembre
1945, nelle quali i comunisti austriaci subirono una netta sconfitta. È una

