Page 90 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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80 PAOLO PICCO L!
data che va sottolineata, perché da quel momento l'Unione Sovietica assun-
se una posizione ancor più contraria ad ogni pretesa austriaca, giocando in
tal modo a fàvore dell'Italia.
Figi, nel discorso di investitura del 21 dicembre, dichiarò che il proprio
governo avrebbe appoggiato la richiesta popolare di un ritorno del Sud-
Tirolo all'Austria.
N el gennaio 1946 ripresero nella capitale britannica i lavori per l' elabo-
razione del trattato di pace e la delegazione americana vi si recò con la istru-
zione di non lasciarsi sfuggire "occasioni per discutere la proposta di un ple-
biscito", probabilmente a seguito dell'intensificarsi dell'azione diplomatica
austriaca.
Anche sul fronte inglese si era determinato nel frattempo un ammorbi-
dimento della posizione, non nel senso di poter rimettere in discussione la
retrocessione del territorio, ma nel senso di rafforzare l'idea di aiutare
l'Austria sul versante delle "minori rettifiche".
La richiesta austriaca del 5 novembre era stata di un plebiscito che
avrebbe dovuto comprendere non solo tutto il territorio della provincia di
Bolzano, ma anche le valli di Fiemme e di Fassa, l'alta valle del Cordevole e
l'Ampezzano. Nella seduta dei Sostituti del l marzo, la proposta del sosti-
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tuto britannico Jebb di discutere la richiesta austriaca venne tuttavia boccia-
ta, poiché era evidente che le richieste dell'Austria non costituivano "rettifi-
che minori".
Di fronte all'opposizione degli alleati, nella seduta del 19 marzo Jebb
ricordò come l'Austria avesse necessità di assicurare le comunicazioni diret-
te tra il Tirolo settentrionale e quello orientale, proponendo dunque di
nominare un sottocomitato per l'attribuzione all'Austria del Brennero, di
Vipiteno, di Bressanone, di Brunico e Dobbiaco. Ma di fronte alla posizione
nettamente contraria da parte sovietica e ad una posizione tiepida degli ame-
ricani, si decise di f~lre esaminare la proposta dalle singole delegazioni.
Il 20 aprile i lavori dci Sostituti si conclusero convenendo che le richie-
ste austriache non contemplavano rettifiche minori e non potevano dunque
essere prese in considerazione in base alla decisione del 14 settembre 1945.
Il timore degli Stati Un i ti di porsi in una posizione meno favorevole
all'Italia di quella dell'URSS fece si che le istruzioni date alla propria dele-
gazione furono di non discostarsi dalla linea sovietica ma di ottenere che
l'Austria fosse invitata ad esporre il suo punto di vista.
La posizione inglese era invece più di sostanza, nel senso che riteneva di
dover tàr concedere all'Austria concrete rettifiche.

