Page 91 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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IL CONFINE SETTEr\T!UONALE: L'ACCORDO IlE c;ASPFRI-C;RUBER 81
Nella seconda sessione dei lavori deli'FMC, che si tenne a Londra il 30
aprile 1946, il ministro britannico Bevin dichiarò su richiesta del collega
americano Byrnes che la delegazione britannica non chiedeva modifiche
della frontiera esistente, ma cercava di applicare quella parte della decisione
di Londra del 14 settembre che contemplava la possibilità di rettifiche mino-
ri. Ma la posizione sovietica, esposta da Molotov, ribadì che sul confine itala-
austriaco la decisione era già stata presa il 14 settembre dell'anno preceden-
te. La conclusione della riunione fu nuovamente nel senso che le richieste
dell'Austria non potevano essere prese in considerazione perchè non erano
rettifiche minori.
Il 3 maggio l'Ambasciatore austriaco a Parigi ne ebbe comunicazione
ufficiale e una settimana dopo l'Austria fece pervenire al Consiglio una nota
con cui il governo austriaco chiedeva la cessione della Val Pusteria, dell'Alta
Valle dell'Isarco e della città di Bressanone al fine di ristabilire comunicazio-
ni dirette tra il Tirolo settentrionale e quello orientale. Si trattava del 43%
della Provincia, con 75 000 abitanti.
La situazione era però decisamente mutata in favore dell'Italia, dal
momento che la deliberazione del l o maggio non era, come quella del 14 set-
tembre, presa dalle potenze vincitrici al di fuori dell'opinione dell'Austria c
dell'Italia; ma era stata assunta di fronte ad una precisa richiesta da parte
austriaca di plebiscito per l'intera provincia di Bolzano.
Il 14 maggio vi fu tuttavia un invito rivolto all'Austria a perorare dinan-
zi ai Sostituti la richiesta per le rettifiche minori.
Da parte italiana questo invito determinò ovviamente preoccupazione.
De Gasperi scrisse il 23 maggio 1946 al Presidente Truman rinnovando le
posizioni italiane: "l'attuale frontiera con l'Austria corrisponde al confine geo-
grafico naturale tra italiani e tedeschi. Lltalia democratica ha già deciso di con-
cedere il trattamento più giusto e l'autonomia piiì ragionevole alla minoranza
che vive nel suo territorio. Perché solo l'Italia dovrebbe essere costretta a jàre
sacrifici territoriali mentre tutti gli altri paesi interessati stanno prendendo pre-
cauzioni più severe contro la rinascita di una minaccia tedesca?"
l:Austria fu ascoltata dai Sostituti il 30 maggio nella persona di Gruber,
che precisò che con quelle richieste più limitate non si intendeva rinunziare
all'intero Tirolo meridionale e che ci si riservava di sollevare la questione del
plebiscito in un'appropriata sede internazionale.
Da parte italiana l'Ambasciatore Carandini ribadì le posizioni già
espresse, ma in via confidenziale, a margine dei lavori, fece sapere alla dele-
gazione americana che il governo italiano sarebbe stato disposto a concedere
Dobbiaco, San Candido e Sesto fino al Passo di Monte Croce Comelico.

