Page 92 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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                      Gli  inglesi  da  parte  loro  continuarono  a  spingere  perché  le  richieste
                  austriache per il collegamento tra il Tirolo del nord t:  il Tirolo orientale fos-
                  sero facilitate  con  la  cessione della Val  Pusteria e  sostennero che se  si  fosse
                  esclusa  Bressanone  da  questa  rivendicazione  le  rettifiche  sarebbero  state
                 accoglibili come "minori".
                     Un apposito  comitato  di  esperti  esaminò le  ripercussioni  dal  punto di
                 vista economico e delle installazioni idroelettriche nell'area richiesta lascian-
                 do aperta  la  possibilità  tecnica  della  cessione. A  seguito  di  questo esame  i
                  periti di parte francese e statunitense si  allinearono alla valutazione del tec-
                  nico  britannico  di  non  grandi  conseguenze  per  l'Italia,  contrariamente  al
                  parere sovietico;  ma i Sostituti capovolsero l'impostazione, rimettendo ogni
                  decisione ai Ministri degli Esteri.
                     Il  24  giugno  questi  esaminarono  la  questione  e  Molotov  propose  di
                  respingere immediatamente le richieste austriache risultanti dalla nota del30
                  maggio poiché le conclusioni in  merito alle conseguenze economiche della
                 cessione del bacino idroelettrico dimostravano che non si  trattava di  rettifi-
                 che minori.
                     Byrnes dichiarò che era d'accordo; Bidault per la Francia e Bevin per la
                  Gran Bretagna avanzarono l'ipotesi di garantire comunque le modalità per i
                 diritti  di  transito per la Val  Pusteria. La questione ebbe così  definitiva con-
                 clusione.
                     Tutte queste vicende costituirono il prologo dell'accordo che De Gasperi
                 e Gruber siglarono a Parigi il 5 settembre 1946, a margine del trattato di pace
                  per l'Italia, che pur non essendone diretta conseguenza, contribuì comunque
                  a chiuderla definitivamente.
                     I  due paesi  trovarono infatti  la  soluzione concordata al  problema sud-
                  tirolese giungendo ad un testo che esplicitava in modo chiaro i mezzi per la
                  tutela individuale e collettiva del gruppo etnico di lingua tedesca, pur rima-
                  nendo in qualche modo ambiguo in merito alla definizione territoriale del-
                  l'autonomia, perché non chiariva definitivamente se  il  quadro sarebbe stato
                  provinciale o regionale.
                     Ma si  volle  probabilmente, come chiese  lo  stesso  Ministro degli  Esteri
                  austriaco Gruber, lasciare la questione "impregiudicata", per evitare in quel
                  momento il  fallimento di un accordo che comunque era fondato sullo spiri-
                  to di apertura dei due uomini politici che lo  siglarono, sulla tolleranza reci-
                  proca,  sulla buona fede  e  sulla volontà di  tentare un esperimento di  convi-
                  venza pacifica tra due popolazione diverse nel cuore di un'Europa uscita da
                  nazionalismi esasperati della guerra.
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