Page 97 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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IL  CONFINE  ORIENTALE










                                                          ANTONELLO BIAGINI



              A  cinquanta  anni  dalla  fine  della  seconda  guerra  mondiale  e  a  quasi
          ottanta dalla fine della prima credo si possa affermare che la questione rela-
          tiva al confine orientale sia stata studiata ripetutamente, spesso utilizzata per
          meri fini  politici di parte. Quello che si  può fare  oggi  - ritengo sia lo  spirito
          di questi incontri di studio - è dare vita  ad  un'ampia riflessione che ci  con-
          senta  di  rintracciare  quegli  elementi  che  costituirono  il  fondamento  delle
          posizioni  contrarie  all'idea  di  identità  nazionale  o  anche  semplicemente a
          quella di un interesse collettivo, economico, commerciale etc.
              Lintera storia del confine orientale può essere presa a simbolo della poli-
          tica estera italiana dall'Unità ai giorni nostri, ricca di tatticismi anche positivi
          nel  breve  periodo  ma  assolutamente  carente  di  strategie  valide  sul  tempo
          lungo. Come ho avuto occasione di sottolineare in altre sedi e in altri scritti,
          una società poco coesa, che non ha saputo o voluto elaborare e fare  propria
          una cultura autenticamente "liberale", che ha espresso molti politici anche di
          buon livello ma pochi statisti, che ha prodotto - ancor prima del capitalismo
          di  stato  di  staliniana  memoria  - un  capitalismo  "assistito"  (in  ragione  del
          quale il  modello di sviluppo che si  afferma è in larga misura basato sull'ap-
          poggio dello Stato), una società fortemente e istericamente dilaniata da ideo-
          logie dogmatiche, non poteva produrre nulla di più e nulla di meglio.
              La riflessione si  deve estendere, quindi, al  di  là della consueta cronolo-
         .gia  segnata  dai  processi  di  formazione  dello  stato  nazionale  - nettamente
          agevolata da tàttori esterni, quali la politica estera inglese e particolarmente
          quella francese tesa a ridimensionare la potenza degli Asburgo in Europa - e
          deve pertanto comprendere gli anni della prima guerra mondiale e gli avve-
          nimenti che mutarono intorno alla Conferenza della Pace di Versailles.
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