Page 101 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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IL CONFINE ORIENTALE 91
Esteri tramite l'Ambasciata d'Italia a Parigi, chiedendo che il suo governo
venisse ascoltato prima che fossero prese decisioni importanti per il popolo
italiano, visto che venivano ventilate soluzioni che mutavano radicalmente
l'impostazione del problema; non risultano risposte a questo messaggio.
Nuove proteste vennero in seguito avanzate con un telegramma del2 luglio
in cui si affermava l'inaccettabilità per il governo italiano della internaziona-
lizzazione di Trieste. Anche la Jugoslavia protestava, minacciando un
mutamento del suo atteggiamento nei confronti dell'ONU c ribadendo che
l'unica soluzione accettabile sarebbe stata la propria sovranità su Trieste, alla
quale avrebbe accordato una forma di autogoverno (concessione di uno "sta-
tus" federale) c il riconoscimento del porto franco, concedendo, in cambio
alcune rettifiche alla linea di confine proposta.
Il l o luglio Molotov dichiarò la disponibilità ad accettare l'internaziona-
lizzazione, purché definitiva e limitata aie adiacenze delle città, ma Byrnes
sostenne l'assurdità di tale proposta (che separava la città dai suoi cantieri e
dall'acquedotto e poneva i suoi impianti elettrici in Jugoslavia) e la necessità
della contiguità territoriale. Il l o e il 3 luglio il Territorio Libero di Trieste:
l'Italia doveva cedere alla Jugoslavia il territorio ad est della linea francese (su
proposta di Bidault), mentre il territorio a ovest - delimitato a nord da una
linea che da Duino si congiungeva a quella francese - avrebbe costituito il
Trritorio Libero di Trieste, il cui Statuto permanente sarebbe stato sottoposto
all'approvazione del· Consiglio di Sicurezza delle N azioni Un i te che ne
avrebbe garantito l'integrità e l'indipendenza.
Questa soluzione provocò un malcontento generalizzato, in particolare
in Italia (con preoccupazione degli americani) c in Jugoslavia, mentre a Parigi
le discussioni continuavano per decidere la data della Conferenza della Pace,
poi fissata per il 29 luglio. Intanto il 12 luglio, la Commissione per lo Statuto
del T.L.T. (costituita da una rappresentanza delle Quattro Potenze, più quel-
la dell'Italia e della Jugoslavia) iniziò i lavori, e convocò per il 17 dello stesso
mese anche gli esperti italiani. In senso alla suddetta Commissione allargata,
emersero molteplici proposte diftèrenziate attraverso le quali i rappresentati
dei vari Paesi intesero graduare dettagli e particolari: la Jugoslavia propose il
proprio governatorato sul Territorio Libero di Trieste (sia pure mitigato dal
controllo di un Commissario ONU); propose ancora l'unione doganale con
Trieste e dichiarò che a questa dovesse spettare la rappresentanza diplomatica
e la sovranità diretta almeno su una parte del suo porto.
l:Italia - e per essa l'onorevole Betti o! - contrappose la nomina di un
governatore neutrale con poteri straordinari (ottenendo su questo punto il
consenso di tutti i rappresentanti) e sostenne la necessità di estendere il ter-
ritorio verso l'Italia correggendo la linea di frontiera intorno a Gorizia.

