Page 104 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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                     Kardclj e Molotov- e ancor più duramente Vishinsky- replicarono con
                 durezza  al  discorso  di  De  Gasperi,  ribadendo  le  solite  accuse  all'Italia  di
                 imperialismo  e  di  aggressività. Il  delegato  statunitense  dichiarò  che
                 Washington accettava la  linea francese  solo vincolata al TRerritorio libero e
                 che' la sua attivazione era subordinata all'elaborazione di uno Statuto soddi-
                 sfacente riguardo la sua indipendenza e la tutela dei diritti dei suoi cittadini.
                     In una seduta del Consiglio dei Ministri degli Esteri (New York, novem-
                 bre 1946) venne adottata all'unanimità la linea francese, nonostante le modi-
                 fiche ancora proposte dai sovietici che, tuttavia, già intorno al 22  novembre,
                 cominciavano a dare segni di cedimento. Il28 i Quattro giunsero a un accor-
                 do sulle frontiere  ed  al  ritiro delle truppe, stabilendo che cinquemila jugo-
                 slavi  rimanessero  nella  Zona "B";  contro questa clausola Nenni chiese  che
                 venisse accolto un contingente italiano che aveva combattuto al  fianco degli
                 alleati e dei partigiani. Il  12  novembre venne raggiunto l'accordo sulla que-
                 stione  del  Governatore;  la  Conferenza  poteva considerarsi  conclusa  e  il  16
                 gennaio  194 7  i  testi  definitivi  furono  consegnati  all'Ambasciata  di  Italia  a
                 Washington. Nenni  inviò  ai  quattro  Ministri  degli  Esteri  una  nota  in  cui
                 lamentava il  mancato accoglimento anche di  una  sola  delle  modifiche pre-
                 sentate dall'Italia e  chiedeva il  riconoscimento del  principio della  revisione
                 del Trattato sulla base di accordi bilaterali tra gli interessati sotto il  controllo
                 delle  Nazioni  Ubite,  aggiungendo,  poi,  in  un  comunicato  stampa,  che  la
                 firma del Trattato stesso era subordionata alla ratifica da parte dell'Assemblea
                 Costituente. Con tali  riserve  il  Trattato venne firmato  il  l O febbraio  194 7 a
                 Parigi e,  dopo molte discussioni, fu  ratificato anche da  Stati Uniti, Francia,
                 Gran Bretagna, URSS e Jugoslavia (anche se la firma di quest'ultima non era
                 indispensabile). Il  15  settembre 194 7 il Trattato di Pace entrò in vigore.
                     Nel  1948  - grazie  alla  mutata  situazione  internazionale  - Stati  Uniti,
                 Francia e Gran Bretagna (dichiarazione Tripartita)  proposero un protocollo
                 aggiuntivo al  Trattato di  Pace con  l'Italia, al  fine  di  ricondurre il  Territorio
                 Libero di Trieste sotto la sovranità italiana mentre le  altre questioni poteva-
                 no essere risolte da trattative dirette tra Italia e Jugoslavia.
                     Fattori esterni finivano per accelerare la  conclusione della vicenda e ren-
                 dere meno onerosa la sconfitta italiana nella seconda guerra mondiale. La rot-
                 tura tra Stati Un i ti e Un ione Sovietica, la divisione del mondo in blocchi con-
                 trapposti e la guerra fredda restituivano all'Italia un ruolo di primo piano nella
                 strategia politica e militare dell'Occidente fino alla caduta del muro di Berlino
                 (1989)  e  alla  dissoluzione  dell'Unione  Sovietica  stessa,  quando  il  Paese  fu
                 costretto- suo malgrado- a constatare inefficienzc e disorganizzazione in poli-
                 tica interna e la completa assenza di linee generali in politica estera.
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