Page 243 - II Convegno Nazionale di Storia Militare - Atti 28-29 ottobre 1999
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SPESA MILITARE, TECNOLOGIA E SVILUPPO
ELEMENTI PER UNA RIFLESSIONE
FORTUNATO MINNITI
Delimitare le proprie argomentazioni nell'ambito di un invito alla riflessio-
ne è d'obbligo quando ci si trova, come in questo caso, davanti ad· un tema che,
posto al crocevia tra politica, economia e storia, appare privo di riferimenti con-
sistenti e convincenti tali da permettere una soddisfacente lettura storica e criti-
ca del rapporto tra spesa militare, tecnologie e sviluppo. È ciò sia sul piano
generale che per quanto riguarda il caso italiano.
I riferimenti mancano perché manca dal punto di vista sia della economia,
che della scienza politica, che degli studi strategici una consolidata sistemazio-
ne teorica del problema ma è possibile trovare al suo posto soltanto un certo
numero di ipotesi e proposte esplicative contrastanti.
Tuttavia il tema riveste un interesse tale da spingerei a ritenere possibile,
oltre che desiderabile, provare su un piano empirico a definire almeno un indi-
rizzo di massima da seguire quando si ragiona su questi temi. Tanto più che per
farlo non manca una serie di punti di orientamento che consentono di delimi-
tare l'area che ci interessa.
Il primo e unico dato certo e universalmente condiviso di cui disponiamo
è il fatto che la spesa militare e la produzione industriale da essa alimentata so-
no il più politico dei fenomeni economici (Battistelli). Politica infatti è la do-
manda che è generata dallo Stato. Così è ovvio che essa non debba essere
sottodimensionata, perché in tal caso politicamente e militarmente e dunque an-
che economicamente inutile. Meno ovvio appare che essa- ammesso che sia
possibile - non debba essere sviluppata in eccesso, per non destabilizzare gli
equilibri strategico-politici e innescare ulteriori tensioni e conseguenti rincorse al
riarmo. Si dovrebbe spendere insomma al punto da minimizzare le possibilità di
essere aggrediti e, contemporaneamente, ottimizzare le capacità di tutela con le
armi degli interessi nazionali.
Il secondo punto che ci orienta è il seguente. Non possiamo affrontare il
rapporto tra spesa militare e sviluppo economico se non rispondiamo al quesi-
to preliminare relativo ai motivi della esistenza di quella spesa. Se la sua finalità
principale è, come deve essere, la sicurezza della comunità nazionale - sicurez-
za che è il vero prodotto di questo mercato di cui tutti i cittadini sono acqui-
renti e che pagano con parte delle loro risorse - la ricaduta economica della
spesa militare è un aspetto secondario.
Come si sa - e siamo al terzo punto di orientamento - la spesa militare è
fatta di una spesa per armamenti e dotazioni ed una spesa di funzionamento. È

