Page 247 - II Convegno Nazionale di Storia Militare - Atti 28-29 ottobre 1999
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SPESA MILITARE,  TECNOLOGIA E  SVILUPPO:  ELEMENTI  PER  UNA  RIFLESSIONE   237

         della guerra durante la quale,  e  anche nel periodo immediatamente precedente,
         qualche  cosa  dovette  accadere  che  ne  pose  le  basi.  In  sintesi  questo  qualcosa
         sta in alcuni momenti di  avanzamento tecnologico a  lungo nascosti tra  le  mani-
         festazioni  caduche e  risibili  dell'autarchia e  quelle,  poco note,  dello sfruttamen-
         to  dell'economia  italiana  da  parte delle  autorità  militari  e  di  governo  tedesche;
         nella creazione  "sul  campo" tra  le maestranze  ed i quadri di  competenze tecni-
         co-manageriali;  soprattutto nella  bassa incidenza della  spesa militare sul prodot-
         to  interno  lordo  che  mai  superò  il  22  per cento  collocandosi  a  meno  di  metà
         dello sforzo  britannico e  sino ad un terzo di  quello tedesco.
              Il  sistema economico  italiano,  fortemente  segnato dalla  massiccia  presenza
         dello stato azionista in sostituzione del debole capitalismo privato, e dal non me-
         no  debole  e  storico  dualismo  Nord-Sud,  non  fu  sottoposto così  ad  uno  sforzo
         che avrebbe potuto essere esiziale proprio a  causa del  basso livello  del  prodot-
         to interno lordo, incapace in termini assoluti oltre che relativi di reggere un pre-
         lievo  maggiore a  fini  militari  senza sospingere la  generalità  della  popolazione e
         il regime a  livelli  di  sopravvivenza  fisica  e  politica evidentemente  insostenibili
         tenuto conto di  quelli già  raggiunti.
              Durante la  ricostruzione - lo sostiene Mayer - il primo programma di  spe-
         sa per riarmo,  in senso proprio, delle forze armate ebbe a causare un incremento
         del reddito accompagnato da una inflazione aggiuntiva dell'ordine appena dell'l
         per cento.  Non sappiamo quali  effetti  la  spesa militare  ebbe negli anni seguen-
         ti.  L'ipotesi  che l'effetto virtuoso  abbia  avuto  un seguito  non sembra reggere se
         presumiamo di  desumerlo dal  fatto  che al  raddoppio  in  valore  reale del  PIL  tra
         1946  e  1956  corrispose  un  raddoppio  della  spesa  militare  in  generale,  e  quella
         per beni e servizi in particolare, ma nel decennio seguente ciò non accadde.  Per
         conseguire un secondo raddoppio come quello puntualmente conseguito dal PIL
         la  spesa militare dovette attendere ancora tredici anni,  anche se per l'acquisto di
         beni e  servizi vi  riuscì già nei primi anni Settanta.  A meno di  non ipotizzare du-
         rante gli anni del "miracolo economico" un effetto moltiplicatore sul reddito ben
         maggiore di  quello avuto  nella  fase  di  riassetto  e  riavvio.
              Conseguenza  probabile,  o  comunque  segno  certo,  l'accrescimento  antici-
         pato della  spesa per beni e  servizi,  di una tendenza ad aumentare la  quota  del-
         le spese di investimento su quelle di funzionamento che si può vedere nel dibattito
         apertosi alla  fine  degli anni Sessanta a favore  della  riqualificazione della spesa a
         tutto  favore  delle  prime,  dibattito  alimentato  da  prese  di  posizione  molto  criti-
         che circa gli effetti reali sull'aumento del reddito (Pedone) e  forti  preoccupazio-
         ni  per i suoi  effetti  inflazionistici (Caffè).
              Esso  condusse al  sistema  di  programmazione  poi  realizzato  con le  tre  leg-
         gi  promozionali del  1975-1977  e  la  quarta del  1984.  A seguito delle quali,  in  un
         volume dedicato ai  problemi della spesa militare  in Europa curato da De Cecco
         e  Pianta  nel  1992,  lo stesso Pianta con Perani hanno scritto che tra  il  1975  ed il
         1990  la  spesa  per acquisto di armi e  materiali  è  salita  dell'SO  per cento in  valo-
         re  reale,  portandosi ad oltre  un terzo della spesa militare  complessiva.  Un  dato
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