Page 81 - II Convegno Nazionale di Storia Militare - Atti 28-29 ottobre 1999
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ALCUNE  CONSIDERAZIONI SULLA STORIA MILITARE
                   NELLE  UNIVERSITÀ E IL DOTTORATO DI RICERCA
                                   IN STORIA MILITARE

                                                                  PIERO  DEL  NEGRO


              Quando,  nel  1969,  si  tenne a  Roma  il primo Convegno  nazionale  di  storia
         militare,  i due temi,  che la  Commissione italiana  di storia militare mi ha invitato
         ad affrontare  in questa sede,  vale a  dire  la  storia  militare  nelle  Università  (e in
         particolare, volendo evitare il rischio di una sovrapposizione con la relazione di
         apertura dell'amico Antonello Biagini,  le  cattedre e  la  didattica  nell'ambito della
         storia militare) e il  dottorato di ricerca in storia militare,  furono del tutto ignorati
         dall'agenda  dei  lavori.  Nessun  stupore  nel  caso  del  dottorato  di  ricerca,  dal
         momento  che  l'istituto  sarebbe  stato  introdotto  dal  legislatore  nel  sistema  uni-
         versitario  italiano  soltanto  nel  1980.  Quanto  alla  questione  della  storia  militare
         nelle Università, va tenuto presente che al convegno prese parte anche un assai
         qualificato drappello di docenti universitari,  che comprendeva, tra gli altri,  Luigi
         De Rosa,  Alberto Monticone,  Piero Pieri,  vale  a  dire  il maggiore storico militare
         italiano del Novecento,  e Alberto Maria  Ghisalberti,  il quale assunse in quell'oc-
         casione il ruolo di portavoce e guida della delegazione accademica.
             L'auspicata collaborazione tra gli storici militari  e  gli  storici civili doveva far
         incontrare  due articolazioni  dello Stato,  le  Forze Armate  e  l'Università,  che  alla
         storia  militare  concedevano  un rilievo  assai  diverso.  Da  una  parte,  nell'area  in
         divisa,  una solida e fitta  rete istituzionale dedita alla  ricerca e alla didattica,  dagli
         Uffici  storici  alle  cattedre  di  storia  militare  nelle  accademie  e  scuole;  dall'altra,
         sulla  sponda  universitaria,  un  organigramma,  che  non  concedeva  alcun  spazio
         ad  una  disciplina,  che  era  coltivata,  nei  pochi  casi  in  cui  lo  era,  all'ombra  di
         altre etichette.  Che,  data  questa situazione,  non si  parlasse affatto  di  storia  mili-
         tare  nelle  Università  in  occasione  del  convegno  romano  del  1969,  era  più  che
         comprensibile. Tutti davano per scontato che negli Atenei la storia militare fosse
         - e  dovesse  continuare  ad  essere  praticata  - in  maniera  informale,  senza  la
         stampella  di  cattedre  o  di  centri di  ricerca  ad hoc.  Che  nel 1846-47, vale  a  dire
         in anni, in cui la storia era ancora del tutto assente o  quasi dai curricula accade-
         mici,  l'allora  capitano  del  genio  Ercole  Ricotti  avesse  tenuto  all'Università  di
         Torino  un  corso  di  Storia  militare  d'Italia,  era  un  precedente,  che  quasi  tutti
         ignoravano e  che in ogni caso quei pochi, che ne erano a  conoscenza, riteneva-
         no una mera curiosità erudita.
             Dal  1969 molta acqua è  passata sotto i ponti dell'Università.  Grazie ad una
         serie di provvedimenti-quadro favorevoli,  in linea di  principio, ad una prolifera-
         zione  specialistica  delle  discipline  storiche  (ricordo,  in  particolare,  l'istituzione
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