Page 86 - II Convegno Nazionale di Storia Militare - Atti 28-29 ottobre 1999
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napoleonico d1talia (tutors Del Negro e Rochat) e Alessandro Sfrecola, la cui
tesi è dedicata a Il Maresciallo ]ohann Matthias von der Schulenburg e la politi-
ca militare veneziana nel primo Settecento (tutor Del Negro e Santoni). Va sotto-
lineato che una delle tre borse di tale ciclo è stata finanziata dal Ministero della
Difesa. Negli ultimi anni un insieme di ragioni, talune congiunturali, talaltre
strutturali (e tra queste va messa la radicale riforma, che ha recentemente subito
l'istituto del dottorato di ricerca), hanno indotto a non chiedere l'attivazione di
ulteriori cicli.
Quando fu istituito il Dottorato di ricerca in storia militare, fu avanzato
l'auspicio che "oltre che nell'ambito della ricerca universitaria e parauniversita-
ria, i futuri dottori di ricerca [ ... ] pot[essero] operare presso i centri e gli istituti
di ricerca interessati ai problemi della guerra e della pace [. .. ], gli Uffici storici
delle Forze Armate, le biblioteche e i musei militari" e che ci fosse anche "una
vasta gamma di istituti di ricerca e di documentazione nel settore degli studi sto-
rico-politici internazionali e nazionali, che [potevano] consentire ad un dottore
di ricerca in Storia militare di offrire un prezioso contributo". A quanto mi risul-
ta, di fatto i dottori di ricerca in Storia militare non hanno finora trovato sbocchi
professionali del tipo di quelli citati. Forse è troppo presto per stilare un bilan-
cio. Ma va anche sottolineato che non sono state ancora poste le premesse, in
particolare da parte del Ministero della Difesa, per un'utilizzazione dei dottori di
ricerca ai fini di una qualificazione di un circuito archivi-biblioteche-musei mili-
tari, la cui enorme importanza culturale appare ben lontana dall'essere piena-
mente valorizzata.
Nel 1987 avevo sottolineato l'esigenza di aprire un fronte statutario, di far
cioè inserire negli statuti delle facoltà di Scienze politiche e di Lettere e filosofia
discipline come la storia militare ecc .. In questi ultimi anni la riforma dei settori
scientifico-disciplinari ha reso affatto obsoleta tale tattica, in quanto è stata stabi-
lita una tabella nazionale, alla quale le Università devono attenersi. Grazie
anche alla presenza di cattedre di storia militare e di storia delle istituzioni mili-
tari negli organigrammi attuali (la riforma ha soprattutto razionalizzato l'esisten-
te) e alla comprensione dei colleghi presenti nel Consiglio nazionale universita-
rio, la storia militare è stata inclusa nei settori MOlX, M02A e M04X corrispon-
denti, rispettivamente, alla storia medievale, moderna e contemporanea. Non ha
invece trovato posto nei settori, che fanno capo alla storia romana, greca e in
genere nell'ambito dell'antichistica, un'età che evidentemente non ha conosciuto
né militari, né guerre. Ci si può consolare di questa assenza, se si considera che
la storia delle Università è presente unicamente nel settore della storia medieva-
le, dal che un alieno potrebbe ricavare la conclusione che l'istituzione sia suc-
cessivamente scomparsa.
Quanto alla storia delle istituzioni militari, figura, come in passato, nel set-
tore QOlC corrispondente alla storia delle istituzioni politiche. Anche in questo
caso non si comprende perché nel settore gemello di storia delle dottrine politi-

