Page 41 - Le Forze Armate e la fine della II Guerra Mondiale - Atti 10 maggio 2005
P. 41

L'ITALIA NELLE RELAZIONI
             INTERNAZIONALI TRA LA FINE DELLA
              GUERRA MONDIALE E I PRODROMI DI

                               GUERRA FREDDA


                                     Massimo  de Leonardis


              l  12  maggio  1945,  quindi  solo  quattro  giorni  dopo  la  fine  delle  ostilità  in
          I Europa,  il  Primo  Ministro  britannico  Winston  Churchill  in  un  messaggio  al
              Presidente  americano  Harry  Truman,  riferendosi  ai  sovietici,  utilizzò  per  la
        prima volta un'espressione destinata a diventare famosa: «Sul loro  fronte cala  una cor-
        tina di ferro». I Nel noto discorso di Fulton dci 5 marzo 1946, pronunciato alla  presen-
        za  di Truman,  Churchill,  non  più  capo del  governo,  ma  sempre personalità  di  livello
        mondiale,  preciserà i  capisaldi geografici  di  (Illesto  liJJ/c.r  tra  due mondi  contrapposti:
       «Da Stettino sul Baltico a Trieste sull' Adriatico, è scesa sul continente europeo una cor-
        tina  di  ferro».2  Una delle  prime crisi  nei  rapporti  tra  anglo-americani e  sovietici aveva
        avuto per oggetto proprio la  fine della guerra in T talia, che avvenne il 2 maggio,l sei gior-
        ni  prima che nel resto del Continente, a conclusione dell'operazione StlllIisc, avviata nel
        febbraio precedente dai contatti stabiliti tra l'O!;crgmppcl!/Ìihrcr Karl Wolff, Comandante
       generale delle SS  in  Italia, ed i servizi segreti americani. Stalin lanciò  agli anglo-ameri-
        cani l'accusa, senza fondamento, di aver promesso ai tedeschi migliori condizioni di resa
        in  Italia in cambio della fine  della loro resistenza sul  fronte occidentale, lasciando solo
        i sovietici a combattere seriamente su quello orientale: 1  L'operazione Stlllrùe si  conclu-
        se con un esito modesto rispetto alle attese anglo-americane, tra le quali va rilevata quel-
        la  di battere le  forze di Tito nella «corsa per Trieste», la  città che, con la  regione circo-
        stante, poteva in teoria essere il  frutto più importante della resa tedesca. La politica uffi-
        ciale alleata prevedeva l'occupazione di  tutto il  territorio del Regno d'Italia entro i con-
        fini  del 1939 per stabilirvi il  Governo militare anglo-americano; in  pratica nessuno, né
        a Londra né a Washington, era disposto a scontrarsi con Tito per raggiungere tale obiet-
        tivo.  In campo alleato si erano confrontati due atteggiamenti.'

        , W S.  Churchill, La serollda guerra mOlldiale,  VI,  'Ii;o,(/o  e I,,(~edia, I\[ondadori, I\lilano, 1967, p,  3.259,
       'Cfr. SIOI;a delle  Relaziolli Ill/emaziollali: le.fli e dommellli  /8/5-20113,  Monduzzi, Bologna, 2004,  n,  216,
        , Superfluo ricordare che, dal punto di visla  internazionale, la data dcl 25 aprile non ha alcun  significato,
        , E,  Aga  Rossi - RE Smith, La ,~-'{/ ledeH{/  iII  IlaI';/,  Feltrinelli,  ,\[ilano,  1980;  L'opemziolle  ,,.l'lIl1/ise,,:  -'pllllli e dOCl/mellli,  in:
       .l'IO/i" e PoliliM,  1975, nn,  3 e 4, pp, 345-70 e 501-22,
       , Una documenlazione relativa al  dibaltilo a tutto aprile  1945 sull'occupazione della Venezia Giulia è in:  Foreigll  ReI"lio/l,f
       ollbe Ulliled .l'1,,les Id'ora in poi FRU.I'I,  1945, voI, IV,  Europe, U  S,  (iovcrnmcnt Printing Office, Washinglon,  1968, l'P,
        1103-30  c  in:  IL  L  Coles-A,  K,  Wcinberg,  Ci"il ALl',i,,:  Soldim  /lemme  GOl'CnlOI:<,  U  S,  (;overnment  l'l'inting Officc,
       Washington,  1964, ca p,  XX; IIna compiei a ricostruzione in: )\, (;, i\L dc' Robel'tis, Le<~","di polellze e il (oll/ìlle,~iJt!i(/lIo 1941-
        1947, F.lli Laterza, Bari,  1983, cap,  IV,


                                                      33
   36   37   38   39   40   41   42   43   44   45   46