Page 43 - Le Forze Armate e la fine della II Guerra Mondiale - Atti 10 maggio 2005
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L'llti/ia lIe//e relaziolli illtel'llllziolia/i 1m /a jìllc del/a gllerm !IIolidia/e e i prodro!lli di gliel'm fredda
a mutare la situazione militare dci giugno 1945 e l'attuale frontiera orientale italiana
rispecchia sostanzialmente la "linea Morgan".?
Nella primavera 1945 il governo italiano aveva poche possibilità di influire su que-
ste vicende della Venezia Giulia.
All'appuntamento della fine della guerra e dci crollo tedesco l'Italia arrivò in condi-
zioni di grave inferiorità diplomatica e militare.
Non poteva muovere un reparto o una nave senza autorizzazione alleata e gli anglo-
americani sottraevano armi dai magazzini italiani per darle a Tito.
Fra l'altro, gli aerei della Regia Aeronautica, inquadrati nella Balkall Ail' Force alleata,
erano anche costretti a rifornire i partigiani titini ed a bombardare presidi delle Forze
Armate della Repubblica Sociale Italiana che difendevano località dell'Istria dagli jugo-
slavi. 1O
Il governo italiano era dci tutto all'oscuro dei progetti alleati per la Venezia Giulia.
Tito negoziava invece con inglesi ed americani, muoveva liberamente le sue forze, non
accettava imposizioni. L'Italia, ancorché "cobelligerante", era trattata da nemico scon-
fitto, Tito da alleato vincitore.
Dal giugno 1944 al maggio 1945 la diplomazia italiana si era mossa su due piani." Il
primo, quello dell'urgenza immediata di ottenere assicurazione che gli anglo-americani
avrebbero occupato tutto il territorio dci Regno d'Italia entro i confini dci 1939 stabi-
lendovi il proprio governo militare; il secondo, quello di cominciare a valutare la linea
da tenere in sede di trattative di pace.
Riguardo alla questione più immediata, il primo intervento era stato compiuto dal
sottosegretario agli Esteri Giovanni Visconti Venosta il 15 agosto 1944 presso il vice-
presidente della AI/ied COlltrol COlllmissioll (ACC) , il Commodoro americano Ellery
Stone, senza peraltro chiedere esplicitamente garanzie sull'occupazione alleata di tutta
la Venezia Giulia.
Una precisa assicurazione in tal senso diede comunque lo stesso Stone nella sua
risposta dell'll settembre ed a sua volta il presidente dci Consiglio Ivanoe Bonomi ne
prese atto, esprimendo l'auspicio che il Comando alleato agisse al riguardo con la neces-
saria rapidità al momento dci crollo nemico. 12
Il tema delle misure da prendere al momento della ritirata tedesca fu affrontato in
ulteriori comunicazioni tra Palazzo Chigi (allora sede dci Ministero degli Esteri) e la
Allied COtlllllissioll (che aveva perso ncl frattempo la C di COlltro~ e in un colloquio all'ini-
, Sulle vicende della frontiera orientalc dal 1943 al 1954 (ritorno della città di Triestc all'I talia) cfr. D. De Castro, La q/le-
sliolle di '/ìie.rle. L'aziolle polilica e diplollldlica ilalitlllfl dal /943 <i/ /954, I-II, Lint, 'l'dcste, 1981; M. dc Lconardis, L.LI "diplo-
II/tizia tllltll/lica" e la .rolllf{ioIlC dci PI'O"'Cllltl di '/iieslc (/952-/954), Edizioni Scientifiche lt .. li .. ne, Napoli, 1992,.J.-B. Duroselle,
Le co/!jlil de 'fdesle /943-/954, Univcrsité Librc de Bruxelles, Bruxelles 1966.
HO Cfr. N. Arena, L, R~ùl Ael'ol/(lIllim /943-/946, ptl/te secol/da, J)<i/ltI gliel'm di libemziol/e aI/ti /~p,,/JIJli((/, Stato Maggiore
Aeronautica Ufficio Storico, Roma, 1977.
" Cfr. M. de Leonardis, li pl'o"'ell/" dc//e.li·ol/Iic/~ oliel/l"li, in: L'/I"li" il/ gliel'm. li 6° t111110 - /945, a cma di R.H. Rainero,
Commissione Italiana di Storia Militare, Roma, t 996, pp. 277-305, ove si tratta anche la questione dei contalli tra Regia
Marina e Marina Repubblicana pelO un'azione militare coordinata alla frontiera orientale al momcnto dci crollo tedesco,
argomcnto che csula dal tema di questa rehlzione.
"Visconti Venosta aStone, 15-8-44, StclIle a Visconti Venosta, 11-9-44, BOllami a Sione, 16-9-44, in DDI, voI. I (9 sel-
lel/Jl,,~ /943 - /I dice/dm /944), Libreria dello Stato, Roma, 1991, nn. 344, 399, 405.
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