Page 45 - Le Forze Armate e la fine della II Guerra Mondiale - Atti 10 maggio 2005
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        state impartite  ad  Alexander «istruzioni  precise  cii  occupare Trieste  e  Venezia  Giulia
        sino ai  confini anno 1939».1,  ]  due messaggi di Tarchiani giunsero comunque al  mini-
        stel'O  solo alla  fine del mese.
           Nell'incertezza di quale fosse l'effettiva linea di demarcazione, stabilita nell'accordo
        di Belgrado del 9 giugno, peraltro ancora da definire nei dettagli, il 12 De Gasperi chie-
        se l8  che gli anglo-americani occupassero tutta una serie di località della costa occidenta-
        le  dell'Istria  e dell'immediato entroterra (J\'Iuggia,  Capo d'Istria, Isola, Pirano, Umago,
        Cittanova,  Parem~o,  Orsera,  Rovigno,  Fasana,  Dignano,  Buie,  Gallesano,  Valle,
        Montona, Visignano), nessuna delle quali, tranne Muggia, rimase poi in mano agli allea-
        ti e fu  quindi più  tardi mantenuta entro i confini italiani.
          De Gasperi chiese, inoltre, che vi fosse libertà di trasferimento con i propri averi per
        chi lo volesse; che osservatori alleati o italiani avessero compiti di vigilanza dell'ammi-
        nistrazione della zona ad est della "linea Morgan", parallelamente a quanto gli  jugosla-
        vi  avevano già  ottenuto per la  zona in  mano agli  anglo-americani.  Le richieste  furono
        ripetute a Stone il  21, quando ormai l'accordo di Duino era già stato firmato.
           Nella primavera 1945 il governo italiano era particolarmente debole, perché sull'or-
        lo di una crisi, che doveva dare maggior peso al "vento del nord", e che portò il 21  giu-
        gno alla  costituzione del gabinetto presieduto da  Ferruccio Parti Soprattutto la  com-
        posizione del governo risentiva  delle  future  divisioni della guerra  fredda.  Mentre il  30
        aprile il  vice presidente del Consiglio e segretario generale del Partito comunista italia-
        no Palmiro Togliatti aveva invitato i triestini ad «accogliere le truppe di Tito come trup-
        pe  liberatrici»,19  il giorno  successivo  il  ministro  degli  Esteri  De Gasperi  telegrafò  alle
        rappresentanze  italiane  a  Mosca,  \'V'ashington,  Londra  e  Parigi  che  <d'ingresso  [delle]
        truppe jugoslave oltre frontiera orientale e a Trieste non lera]  giustificato né da ragioni
        militari, né politiche, né morali».20
           L'appello di Togliatti ai  triestini era l'esito della linea  tenuta nei mesi precedenti dai
        comunisti, il  cui leader,  il  19 ottobre 1944, aveva  inviato (jueste istruzioni a Vincenzo
        Bianco, membro della Direzione del partito: «Noi consideriamo come un  fatto  positi-
        vo, di cui dobbiamo rallegrarci e che in  tutti i modi dobbiamo favorire, la occupazione
        della regione giuliana da parte delle truppe del maresciallo Tito.
           «Questo significa infatti che in questa regione non vi sarà né un'occupazione ingle-
        se,  né  una  restaurazione  dell'amministrazione  reazionaria  italiana,  cioè  si  creerà  una
        situazione  profondamente  diversa  da  quella  che  esiste  nella  parte  libera  dell'Italia,  si
        creerà una situazione democratica».21 Va notato che il partito guidato da Togliatti parte-
        cipava  a pieno  titolo al governo da cui dipendeva la  cosiddetta «amministrazione  rea-
        zionaria italiana».  Sempre le  istruzioni del  19  oltobre invitavano a prendere posizione
        contro gli imperialisti e i nazionalisti italiani e sollecitavano i partigiani italiani a diveni-
        '"  Cfr.  D[)I, voI.  Il, cit.,  Ili!.  163,  16H,  1 HO.
        "Cfr. Dc (;aspcri a Charles c a Kirk,  12-6-45 (dove pcr una sviSi a si  parla di «cosla orienlale), dell'Islria), Dc Gasperi a
        Carandini,  14-6-45, Dc Casperi a Tarehiani c Carandini,  15-6-45, ibi,  nn.  253, 259, 263.
        ,.,  Cfr. P.  Pallallle, Il }'(//1ilo COIIl/l/lisltl ila/i,,"o ( /ti q//c.rliollc di 'liir.rlc IIcll"  Resirlenza, in: Storia Contemporanea, a.  VII  (1976),
        n. 3, p.  500.
        ,,,  DDI, voI.  Il, cit., n.  1 (,3.
        "  Pubblicai o  in  P.  Spriano, SIO/itl  dc/I'm'lilo  coll//llli,rltl il,,/i,,"o,  I·~  I LI  Re.rislell'lfl,  'J'o.glitilli c ilj}(II'1ilo  J/II0/JO,  1 \inaudi, Torino,
        1975, p.  437.


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