Page 46 - Le Forze Armate e la fine della II Guerra Mondiale - Atti 10 maggio 2005
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Massilllo de Leol/ardis
re «parte integrante dell'esercito di Tito».
Mentre De Gasperi, presidente del Consiglio e mltllstro degli Esteri, il 28 giugno
1946 scriveva ai nostri rappresentanti nelle maggiori capitali occidentali perché denun-
ciassero «la tragedia che si svolge ai danni degli Italiani nella zona B loccupata dalla
Jugoslavial che può oggi considerarsi come un vasto campo di concentramento alla
Buchenwald», Togliatti, ministro di Grazia e giustizia nel suo governo, definiva «men-
zogne» le accuse ai comunisti jugoslavi. 22 Va anche ricordato che dall'agosto 1945
all'aprile 1946 il PCI delegò la rappresentanza delle posizioni comuniste nella regione
al Partito comunista della Venezia Giulia, che sosteneva ufficialmente l'annessione di
Trieste alla Jugoslavia come VII repubblica autonoma.
Un'altra minaccia all'integrità dci territorio nazionale si manifestò in Valle d'Aosta.
Il 24 aprile il Generale Charles De Gaulle, capo del governo provvisorio francese, ordi-
nò alle sue truppe di passare in Italia ed il 1 maggio fu instaurata un'amministrazione
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provvisoria francese dci territori italiani occupati. La Francia, in contrasto con
l'Inghilterra nel Vicino Oriente e con gli Stati Uniti, che non volevano riconoscerle una
zona d'occupazione in Germania, non poté però resistere all'intimazione americana di
ripassare la frontiera e le sue truppe lasciarono il territorio italiano entro il 21 giugno. n
Con il Trattato di Pace, l'Italia perse i piccoli ma significativi territori di Briga e di
Tenda.
Il Regio Esercito italiano poté giocare un ruolo solo nella terza situazione di poten-
ziale minaccia all'integrità del territorio nazionale, con la presenza del Gruppo di
Combattimento Folgore in Alto Adige, a partire da maggio. 24 Dopo 1'8 settembre 1943,
la regione era stata di fatto incorporata nella Grande Germania ed i tedeschi vi aveva-
no insediato amrninistrazioni comunali non certo filo-italiane.
L'intendenza della lf7ebrmtlcht, in vista di un'estrema resistenza, vi aveva concentrato
enormi quantità di materiali d'ogni genere e negli ultimi giorni di guerra erano affluiti
in zona migliaia di soldati e SS tedeschi.
Occorreva rastrellare molti sbandati che, per sottrarsi alla prigionia, si nascondeva-
no in località isolate, forniti di armi, viveri e denaro.
La presenza di truppe francesi dalla parte austriaca della frontiera costituiva un fat-
tore ostile alla riaffennazione dell'italianità dci territorio.
L'opera dei militari italiani, che fu molto apprezzata anche da sindaci di etnia tede-
sca, costituì la premessa alla soluzione favorevole dci problema altoatesino, raggiunta
con gli accordi De Gasperi-Gruber clcI 5 settembre 1946. 25
"DDI, voI. III (lO dicembrc 1945 - 12 luglio 1946), Librcria dello Stato, Roma, 1993, n. 617; cfr. G. Andrcotti, Pc
Gaspni e il,fllo trmpo: 'fì~lIto, Viflllla, Roma, II cdiz., IIlondadori, Verona, 1964, p. 268; R. Pupo, I ",lli/òlldai!olle del/a politi·
({/ e,ftem italitll/a: la 'l"estiollf gilllitllltl /944-/946. Lincc intcrprctative, Dci Bianco, Udine, 1979, pp. 151-52.
" Cfr.]. 1_. IIloUl'rut -J. L. Riccioli, } ",I po,fii!ollejiwlct,fe 1m dmllriliazione e lil1tl/i/ittlziolle, in: L'lltllitl ill.~IIC/·"" 1/6° aI/I/o - /945,
a cura di R. II. Raincro, Commissionc Italiana di Storia IIlilitare, Roma, 1996, pp. 329-51;]. L. MoulTut, 1/ tmftatojiwlro-
ilaliallo dcl/947 ed il cOl/jìl/e ocridelliale, in: L'Italia dci dopogucrra. 1/Tmltato di /'a(e (OlIl'llalia, a cura di R. H. Raincro c Ci.
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" Cfr. M. dc Lconardis, Gli o/,iellù1i/ìllali dei Cl1tppi di (,(J/JlballiJ/le1/IO, in: 11 } "ol'ze Am"lle ileI/ti }{tsirtfllifl e lIella Clfel'''' di
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