Page 53 - Le Forze Armate e la fine della II Guerra Mondiale - Atti 10 maggio 2005
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         cielienismo che «sterilizzava ogni possibilità di una politica estera italiana»,'"
            Comunis  ti  e  socialis ti  fu rono  allon tana ti  dal  governo  nel  maggio  1947  appena  in
         tempo perché si potesse prendere la prima decisione che collocava formalmente l'Italia
         nel campo occidentale: l'adesione al  piano Marshall.
            Nel  1946  l'Assemblea  Costituente  aveva  cominciato  a  preparare  la  nuova  Carta
         Costituzionale. Rispetto allo Statuto albertino la  nuova Costituzione repubblicana con-
         teneva  un  numero assai  maggiore  di  norme  riguardanti  i rapporti internazionali.  Ciò
         dipendeva non solo dalla più ampia arca di copertura delle costituzioni contemporanee,
         ma anche dal grande sviluppo delle organizzazioni internazionali e dal sempre maggio-
         re inserimento degli Stati nella società internazionale.
           Inoltre, nel caso specifico dell'Italia, tutte le maggiori forze politiche nell' Assemblea
         Costituente erano permeate di cultura internazionalista e convinte delia necessità di rea-
         gire all'eccesso di nazionalismo del fascismo.  Gli stessi concetti di interesse nazionale e
         di politica di potenza, che costituiscono l'essenza delle relazioni internazionali, furono
         largamente ripudiati
           Vi fu  così un ampio consenso su alcuni  principi che  furono poi tradotti in  norme
         costituzionali:  «L'esigenza  della  massima  apertura  del  nostro  Stato verso  la  comunità
         internazionale;  il  pacifismo;  l'esigenza  di  proiettare  anche  sul  piano  internazionale  i
         valori di libertà e democrazia che si  voleva  proclamare e salvaguardare nella vita inter-
         na dello  Stato; il  solidarismo internazionale; l'istanza "garantista", ossia la  necessità  di
         assicurare che certi momenti della politica estera ciel  nostro Stat"o venissero "controlla-
         ti" clal  Padamentu»,-'2
            Nel momento dell'entrata in vigore della  Costituzione italiana, gli ideali internazio-
         nalisti e pacifisti che la ispiravano erano però messi a dura prova dall'incipiente clivisio-
         ne dell'Europa e del mondo in  due blocchi contrapposti. Lo scoppio clelia guerra frecl-
         da costrinse a venire a patti con la  realtà ed a compiere, tra il 1947 ed il 1949, la  scelta
         del campo occidentale, con tutte le  sue implicazioni, politiche, economiche e militari.
            L'ingresso dell'Italia nell'()NU, al quale facevano riferimento sia il comunicato fina-
         le  cii  Potsdam sia  il  secondo comma dell'art.  11  della  Costituzione repubblicana, tardò
         fino  al  1955 a causa della guerra fredda, perché il nostro Paese fu  coinvolto nel mecca-
         nismo di  opposti veti avanzati da  americani e sovietici.  Grazie però alla  stessa guerra
         fredda,  fin dal 1949 l'Italia divenne nell'Alleanza Atlantica alleata a pieno titolo dei suoi
         ex nemici, con i (luali avrebbe conseguito quarant'anni dopo la vittoria che ricompose
         nel segno della libertà quell'Europa divisa  nel 1945 dalla cortina di ferro.










         " A. Casse se in: COIJIII/cllltllio dei/ti Co.rlitllzùme, a cura di G. Branca, l'lù,,ipi jÒllddlJ/Clila/i, Zanichclli-Socictà I \tlitrice dci Foro
         I taliano, Bologna-Roma, 1975, p.  465. Cfr. M. dc r .conanli"  Co.rlilll!(}olle, po/ilira e.rlelll ila/ialiti e .rcCllalio illlcrII{/Ziolltl/e, in AA.
         \TV.,  CoslilllZiollc c di/è.ra,  Istrid, Roma,  1997, 1'1'.65-78.



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