Page 52 - Le Forze Armate e la fine della II Guerra Mondiale - Atti 10 maggio 2005
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Massimo de Leollardis
sarebbero svanite con il mancato arrivo del primo piroscafo di grano.
«È probabile - scriveva Quaroni il 18 luglio 1946'7 - che Byrnes abbia contato di farci
tranquillamente accettarc il trattato, sia pure tra (]ualche protesta platonica, dandoci in
compenso delle concessioni finanziarie più o meno estesc a seconda del nostro grado
di scontentezza».
Su quali elementi poteva far leva l'Italia? Troppo ci s'illudeva che, a differenza degli
inglesi, gli americani accettassero completamente la tesi che le colpe del fascismo non
dovessero affatto ricadere sull'Italia. 38 Più sensibili erano gli americani al tema del futu-
ro della democrazia e della tenuta delle forze modera te in I talia: <<A noi della ques tione
di Trieste in sé poco importa. Se difendiamo il punto eli vista italiano è soltanto per le
sue ripercussioni sulla situazione politica italiana», diceva l'ambasciatore americano a
Mosca, Generale Walter Bedell Smith. 39
Infatti, tale lei/ tHO/Ù) fu ampiamente sfruttato dagli italiani, anche se più di tanto non
poteva valere. Infaui, raggiunta la convinzione che purché non si superasse un certo
limite, identificabile nella non cessione di Trieste alla Jugoslavia (comunque inopportu-
na pcr ragioni stratcgichc), la stabilità del regimc politico italiano non sarcbbc stata
compromcssa, poco importava agli americani chc la fronticra corresse più o mcno ad
ovcst di qualche dccina di chilometri. Il quadro stratcgico generale era profondamcntc
mutato, rendendo supcrati problcmi come il controllo dclla base militare di Pola.
Un'altra questione lasciata in sospeso dal Trattato di Pacc fu quclla delle colonie prc-
fasciste: Eritrea, Libia e Somalia, pcr le quali fu dccisa la istituzione di una Commissionc
d'inchiesta. In anni nci quali né Parigi né Londra consideravano minimamentc di abban-
donare le loro colonie africanc anche l'Italia chicdcva di continuare la sua "missionc in
Africa", pcr un complcsso di ragioni politiche ed cconomichc, a cominciare dalla pos-
sibilità di darc sfogo ai nostri flussi migratori. Il mantcnimento del ruolo di potcnza
coloniale cra anche visto comc un elemento di prcstigio pcr sancire il ritorno dell'Italia
ad un ruolo internazionalc di rilevo.
Le tappc della viccnda, dagli eccidi di Mogadiscio del gcnnaio 1948, al "compromcs-
so Bevin-Sforza" della primavcra 1949, bocciato pcr un voto dall' Asscmblea Gcnerale
dcll'ONU, alla concessione all'Italia dcll'amministrazione fiduciaria della Somalia pcr
dicci anni, esulano dai limiti temporali di questa relazione:'"
La firma e la ratifica del Trattato di Pace sancirono il recupero formale della libertà
d'azione dell'Italia in campo internazionale, non solo perché posero fine allo stato di
guerra ed ai residui controlli alleati sul governo italiano, ma anche pcrché, firmato il
Trattato di Pace, si potcva rOluperc il sistcma dcI govcrno csapartito, uscendo da quel
\7 Quaroni a De Gasperi, lH-7-46, /)/)1, voI. IV (13 luglio 1946-1° febbraio 1947), Libreria dello Stato, Roma,I994, Il.
3D, p. 32.
'" A tale proposito si veda questo scambio di battute tra Byrnes e Quaroni: «L'] talia ha delle gravi respomabilità. [-] a pre-
parato per anni e poi fatto la guerra ... Fu 1\lussolini cd il fascismo ... - Lo so. Tutti dicono così, anche i tedeschi ... » (iN,
p. 27). Cfr. anche, sullo stesso tono, D. Acheson, Preselll al tbc Ci·calioll. "'!J' l'è"" iII tbe .llale Depm11J1elll, Norton, Ne",
York, 1969, p. 732.
"0 De Castro, op. cii., voI. l, p. 445.
'" Sul tema cfr. G. Rossi, L'/!jìi(a ila/"/l/a '''''-0 /'illdipmdellZI' (/94/-/949), Giuffrè, Ì'\'Wano, 1980
" Gaja, op. cii., p. 86 ..
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