Page 65 - Le Forze Armate e la fine della II Guerra Mondiale - Atti 10 maggio 2005
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LA GUERRA È  FINITA. LA RICOSTRUZIONE
                  DELLE FORZE ARMATE ITALIANE


                                  Cen.  C.A. A/berto Zigllal1i


           Premessa

                 e particolari condizioni politiche e militari,  nell'ambito delle quali l'Italia era
           L giunta  a sottoscrivere  l'Armistizio con gli  Alleati,  avevano  determinato una
                 certa dose di ambiguità nell'interpretazione che le  due parti in causa davano
        di quell'accordo. Per Badoglio, soprattutto dopo l'immediata e violenta reazione germa-
        nica, l'Armistizio avrebbe dovuto costituire la premessa di  un vero e proprio rovescia-
        mento  delle  alleanze,  onde  rendere  meno  gravosi  gli  effetti  della  sconfitta.  Non per
        nulla, già 1'11  settembre, cioè  tre giorni dopo l'annuncio dell'Armistizio, da Brindisi, il
        Comando  Supremo  italiano  aveva  emanato  l'ordine  di  «considerare  i  tedeschi  come
        nemici».  Per Churchill e Roosevelt, invece, oltre a essere un importante passo verso la
        vittoria finale, l'Armistizio costituiva genericamente un'occasione propizia per ottenere
        eia un'Italia sconfitta una qualche forma di collaborazione utile per alleviare l'onere del-
        l'impegno militare globale delle potenze alleate.
           Coerentemente con il proprio obiettivo, nel corso del biennio successivo il  Governo
        italiano si impegnò, quindi, in un continuo sfor%O  teso a determinare una partecipazio-
        ne  attiva  delle  l'orze  Armate  italiane  (e,  in  particolare,  dell'Esercito)  alla  campagna
        d'Italia, sperando così di potersi presentare al  "tavolo della pace" in veste di  alleato dei
        vincitori. Da parte loro, invece, gli Alleati diedero vita a una politica abbastanza confu-
        sa, con contrapposizioni vistose nelle valutazioni dei responsabili politici, da un lato, e
        dei responsabili militari, dall'altro, e - nell'ambito di questi ultimi - fra gli organi opera-
        tivi di  teatro e gli  organi di  pianificazione strategica.
           È assai significativo, al  riguardo, che mentre Unità italiane erano coinvolte in veri e
        propri atti di guerra contro il  nemico comune in Puglia a fianco degli inglesi, in Corsica
        a fianco dei francesi, nei Balcani e nelle isole dell'Egeo, negli Alti Comandi alleati si pre-
         feriva  ancora puntare su una cooperazione limitata a compiti di retrovia.
           l'u  così  che,  per  registrare  un  certo  cambiamento  nei  rapporti  con  gli  Alleati,  si
        dovette attendere l'aprile 1944 quando, rendendosi conto dell'irrimediabile obsolescen-
        za dell'Aeronautica Militare italiana - il  cui contributo in  compiti eli  fiancheggiamento
        operativo (trasporto e copertura aerea a favore dei partigiani jugoslavi e delle truppe ita-
        liane impegnate alloro fianco) cominciavano a considerare di una qualche utilità - deci-
                                                                                       "  c
        sero  di  consegnarle  un  certo  numero  di  aerei  da  combattimento  alleati  (128  caccia   .~
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        Curtiss P39, 18 caccia Spitfire MK IV e 41  bombardieri Baltimore). Questa prometten-
                                                                                       E
        te  evoluzione  nel  rapporto  fra  l'Italia  e gli  Alleati  sembrò poi  trovare  conferma, nel-  J
                                                                                   (I
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