Page 279 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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III SeSSIone - L’ItaLIa repubbLIcana e La guerra fredda 279
avuto non poche difficoltà per il riallaccio delle relazioni diplomatiche con l’Egit-
to, aggravate peraltro dal divieto inglese, eliminato solo nel gennaio 1949, sulla
libera trasferibilità di sterline tra i conti italiano ed egiziano.
In un’altra occasione l’addetto militare Jannelli ebbe la possibilità di raccoglie-
re giudizi positivi sul ruolo dell’Italia nello sforzo per il riarmo, e cioè durante un
incontro, il 29 aprile 1951, con il Colonnello Nevil Brownjohn. Il colonnello ebbe
modo di esprimere “molta stima e considerazione per il governo di De Gasperi
(..)”; inoltre- scriveva l’addetto militare- “gli accresciuti stanziamenti previsti nel
bilancio italiano a favore delle forze armate, il prolungamento della ferma, la pre-
senza di ufficiali italiani presso istituti militari britannici, gli importanti acquisti
compiuti ed in corso da parte dell’esercito italiano in Inghilterra, erano prove della
serietà dei nostri intendimenti ed erano espressione riconosciuta di reale e tangibi-
le contributo. Pertanto, nessuna opportunità andava perduta per stimolare rapporti
e contatti reciproci, come l’invio di ufficiali a corsi, manovre ed esercitazioni o
collegamenti tra le rispettive industrie belliche”. Infine, il Colonnello Brownjohn
si soffermava sulle motivazioni alla base dei contrasti tra Italia e Regno Unito, e
“che procuravano in quegli ambienti tanti dispiaceri”, in particolare si riferiva al
“fatto che il Governo laburista, per imporre al popolo inglese condizioni di vita
così gravose, in confronto al passato ante guerra e soprattutto in confronto dei
Paesi continentali come l’Italia, doveva cercare in compenso successi politici, o
meglio evitare insuccessi, doveva cioè impedire che gli inglesi avessero la sen-
sazione che la Democrazia Cristiana in Italia potesse realizzare, oltre a migliori
condizioni di vita, anche migliori risultati politici nei confronti della democrazia
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laburista in Gran Bretagna ”.
In conclusione, oltre agli innegabili vantaggi strategici e commerciali, la co-
operazione economico-militare tra i due Paesi contribuì a favorire quel clima di
fiducia e di amicizia che proprio a partire dagli ambienti militari veicolò la ripresa
dei rapporti anche a livello politico-istituzionale, al punto di trasformare l’Italia,
nel giro di pochi anni, nel più grande sostenitore dell’ingresso britannico nel pro-
cesso di integrazione europea.
9 ASMAE, Fondo Ambasciata di Londra, b. 6, Ufficio addetto militare, 29 aprile 1951.

