Page 274 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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             La cooperazione economica militare italo-britannica
             all’indomani del Secondo conflitto mondiale



             alessandra Frusciante   1





                   el secondo dopoguerra le relazioni fra italia e Regno Unito ripresero nel
             N peggiore dei modi possibili. La catena del rancore che aveva la sua origine
             nel confronto bellico non sembrava destinata ad arrestarsi.
             Dal lato inglese, prevaleva una ferma volontà punitiva che trovò la sua massima
             espressione proprio nel Trattato di pace di Parigi: l’Italia sconfitta dalla guerra era
             una potenza di rango inferiore e le condizioni imposte dal trattato di pace, quali il
             ridimensionamento territoriale, la perdita delle colonie e la spartizione della sua
             flotta a beneficio dei vincitori, dovevano anche avere, nella concezione britannica,
             un valore pedagogico. In particolare, la spartizione delle navi da flotta della Mari-
             na (anche se in seguito stati Uniti e Regno Unito avrebbero rinunciato alla propria
             quota) aveva un significato simbolico particolarmente umiliante, soprattutto se si
             tiene in conto che proprio la Marina, fin dal settembre 1943, si era schierata atti-
             vamente al fianco degli Alleati. Ma il processo di recupero della piena soggettività
             internazionale doveva essere avviato al più presto e la firma del Trattato di Pace
             divenne necessaria ed inevitabile.
                Il Capo del Governo De Gasperi e il Ministro degli Esteri Sforza, archiviata la
             questione del Trattato di Pace, poterono finalmente far uscire dal limbo la politica
             estera del nostro Paese e farla muovere sulle due direttrici fondamentali che impli-
             cavano il recupero di un ruolo significativo in Europa e nel Mediterraneo.
                sul fronte dei rapporti italo-britannici è doveroso ricordare come solo nell’ot-
             tobre del 1947, a seguito di una più volte rinviata missione di Sforza a Londra,
             i due Paesi riuscirono a ristabilire piene relazioni diplomatiche con la nomina
             ufficiale degli ambasciatori nelle rispettive Capitali: Victor Mallet a Roma e Tom-
             maso Gallarati Scotti a Londra. Ma, sul finire del ’47, la Guerra fredda già caratte-
             rizzava in maniera prevalente il clima delle relazioni internazionali e quindi Italia
             e Gran Bretagna avevano interesse a compiere maggiori sforzi per migliorare i
             propri rapporti.
                La visita a Londra di una personalità come Sforza, pur se tradizionalmente
             anti-inglese, e le scelte compiute in merito ai rispettivi ambasciatori, entrambe ri-
             cadute su personalità più ben disposte ad inaugurare una nuova e proficua stagione


             1   *  Università degli Studi di Napoli “Federico II”.
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