Page 272 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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272 L’ItaLIa 1945-1955, La rIcostruzIone deL Paese e Le Forze armate
malgrado lo sforzo compiuto in sede di analisi e di valutazione critica del ne-
goziato, nei mesi successivi le autorità militari dovettero rassegnarsi alla firma di
un accordo giudicato ampiamente insoddisfacente. A distanza di circa sette mesi
dalla conclusione delle trattative, la convocazione del Consiglio Superiore delle
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Forze Armate da parte del ministro della Difesa divenne l’occasione per espri-
mere un parere a posteriori. L’incontro consentiva di accertare lo stato d’animo
degli alti comandi in vista dell’inizio della delicata fase di applicazione degli ac-
cordi che avrebbe richiesto la collaborazione attiva dei militari. Aprendo i lavori
della seduta il presidente, il Generale Emilio Battisti, chiarì subito che se alcune
tesi sostenute dai rappresentanti delle Forze Armate “non avevano potuto avere
successo non era il caso di tentare di farle trionfare in sede di ratifica del trattato
perché ciò [avrebbe] comport[ato], nella migliore delle ipotesi, un notevole ritar-
do nella ratifica stessa”. Il Consiglio avrebbe piuttosto dovuto “richiamare l’atten-
zione su alcune questioni di particolare interesse militare affinché ne ten[essero]
conto gli organi preposti alla interpretazione, alla stesura delle leggi e delle rego-
lamentazioni derivanti dall’approvazione del trattato stesso”. Accogliendo l’invito
a considerare l’intera architettura del progetto europeo, il Capo di Stato Maggiore
della Marina definì “vantaggioso” il trattato a patto di “tenere presente non solo le
situazioni militari bensì anche quelle politiche e finanziarie”. Stesso punto di vista
venne espresso dal Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica per il quale “l’indi-
scutibile importanza” che la CED rivestiva per gli interessi della nazione avrebbe
52 il Consiglio superiore delle FF.AA. venne costituito come organo consultivo del ministro
della Difesa con parere obbligatorio nei seguenti casi: questioni di rilevante importanza
relative agli ordinamenti militari e alla programmazione organica e bellica delle FF.AA. e
di ciascuna di esse; clausole di natura militare da includere nei trattati o nelle convenzioni
internazionali; proposte da trasmettere al ministro del Tesoro per la formazione del progetto
dello stato di previsione del Ministero della Difesa per ciascun esercizio finanziario; schemi
di provvedimenti di carattere legislativo o regolarmente predisposti dal ministro della Difesa
in materia di disciplina militare, di ordinamento delle FF.AA., di stato e avanzamento degli
ufficiali e sottufficiali, di reclutamento del personale militare, di organici del personale
militare e civile; di programmi relativi agli armamenti o ai grandi approvvigionamenti;
capitolati d’oneri generali e particolari e progetti di contratti e di transizioni nei casi in
cui la legge di contabilità generale dello Stato prescrive il parere del Consiglio di Stato;
altre questioni d’interesse tecnico, militare amministrativo che non rientrano in quelle già
elencate. Il Consiglio costituito su tre sezioni, una per ciascuna forza armata, agiva in
alcuni casi per sezioni e in altre a sezioni riunite; ne facevano parte come presidenti i
generali ed ammiragli più anziani, esclusi i capi di Stato Maggiore e i Segretari Generali,
e un generale di brigata o colonnello dell’Esercito relatore degli affari militari, uno per gli
affari tecnici, un ispettore o direttore di divisione del Ministero della Difesa per ciascuna
forza armata con proprio personale per gli affari amministrativi. Ministro, Sottosegretario
di Stato, capo di Stato Maggiore della Difesa avevano il diritto di presenziare alle riunioni
alle quali avrebbero potuto aggiungersi, come membri straordinari, anche altri generali,
ammiragli, funzionari, convocati dal Consiglio stesso.

