Page 268 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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             “numerosi e vivaci contrasti”  ai quali De Gasperi accennò informando Schuman
             dell’esito della riunione allargata del Consiglio dei ministri del 21 dicembre si
             riferissero anche alle critiche dei rappresentanti delle Forze Armate. Ciò appare
             confermato da alcuni passi di una lettera inviata da marras a Pacciardi due giorni
             dopo, nella quale si sottolineava come “molti degli accordi – quale il progetto di
             Trattato in esame – che hanno riflessi su tutta la organizzazione militare e quindi
             sulla efficienza bellica, sono stati disposti tenendo poco conto delle considerazioni
             ripetutamente espresse dalla parte militare”. In particolare, in sede di Consiglio
             dei ministri il capo di stato maggiore della Difesa aveva ricavato l’impressione
             “che alcune [sue] considerazioni non [erano] state tenute nel debito conto”. Egli
             era disposto a riconoscere che “le decisioni che stavano per prendersi erano ispira-
             te soprattutto a considerazioni politiche”, ma non poteva ignorare gli “importanti
             riflessi militari” che ne sarebbero derivati. Di qui il bisogno “di chiarire bene” il
             proprio pensiero ai fini di quella che sarebbe stata una “doverosa, netta precisazio-
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             ne di responsabilità” . Circa un paio di settimane più tardi fu lo Stato Maggiore
             della Difesa a lamentarsi in un promemoria per Pacciardi per il fatto che il rap-
             porto presentato l’8 settembre dalla Commissione militare non fosse ancora stato
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             portato all’esame del Consiglio supremo di Difesa  né del Consiglio dei ministri,
             con la grave conseguenza che “l’On. Lombardo […] ed il […] Generale Manci-




             44  In  quella  occasione  solo  con  molta  fatica  si  era  raggiunto  “un  rassegnato  consenso”
                condizionato però dalla realizzazione, “entro il più breve termine possibile”, delle richieste
                avanzate dall’Italia alla recente conferenza di Strasburgo (ASDMAE, DGAP 1950-57, Uff.
                IV, Vers. CED, b. 9, fasc. 11, pos. 13-C, “dicembre”, telegramma di Zoppi per Quaroni,
                Roma, 24 dicembre 1951). In quella fase De Gasperi dovette faticare non poco per superare
                anche le obiezioni provenienti da alcuni esponenti del governo. Nella seduta del Consiglio
                dei ministri del 6 dicembre sia Pacciardi che Pella avevano manifestato diverse perplessità,
                mentre Piccioni aveva concluso il proprio intervento affermando che “il sogno cristiano e
                […] marinaro dell’Europa era stupendo ma così inattuale […]” [Verbale della riunione del
                Consiglio dei Ministri, 6 dicembre 1951, ACS, c. La Malfa, b. 15, cit. in d. PredA, CPe e
                integrazione europea…, cit., pp. 121-122].
             45  AUSSME, L 5, Comunità Europea Difesa (C.E.D.), b. 2, C, Marras per ministro della
                Difesa, Roma, 23 dicembre 1951.
             46  il Consiglio supremo di Difesa doveva esaminare i problemi generali politici e tecnici
                attinenti alla difesa nazionale. il Consiglio avrebbe dovuto venire convocato almeno due
                volte l’anno. Ne facevano parte il presidente del Consiglio, i ministri degli Esteri, degli
                Interni, del Tesoro, della Difesa, dell’Industria e del Commercio e il capo di Stato Maggiore
                della Difesa. Potevano partecipare, di volta in volta, altri ministri ed alti commissari e
                potevano  essere  convocati  per  audizioni  i  capi  di  Stato  Maggiore  di  forza  armata,  i
                presidenti  degli  organi,  degli  Istituti  e  dei  Comitati  interministeriali  (Ricostruzione,
                Consiglio Nazionale delle Ricerche, Statistica, Corpi consultivi delle forze armate e di altri
                organi consultivi dello Stato). Il Consiglio Supremo di Difesa, infine, avrebbe potuto essere
                convocato anche su iniziativa del presidente della Repubblica.
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