Page 265 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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III SeSSIone - L’ItaLIa repubbLIcana e La guerra fredda 265
delle argomentazioni sostenute dal capo di Stato Maggiore della Difesa, dato che
segnali di dissenso rispetto alle priorità negoziali indicate dai militari si erano già
ripetutamente manifestati, quanto l’aperta denuncia della mancanza di qualsiasi
prospettiva europea e dell’indisponibilità a rinunciare ai propri privilegi a vantag-
gio dei supremi interessi della nazione:
“Quello che vi è effettivamente dietro, e che del resto Mancinelli ha
confessato essere l’aspirazione di Marras, è il mantenimento dello stato
maggiore nazionale. Ciò, in pratica, significherebbe impossibilità di creare,
anche in questo campo, una struttura supra-nazionale con uno Stato Mag-
giore integrato e unico per la Comunità. Ma poi, noi non possiamo pensare
di tenere uno stato maggiore nostro se non vogliamo che esista uno stato
maggiore tedesco. Ed in proposito noi dovremmo avere le stesse posizioni
che hanno i francesi […]”.
Di fronte a un tale atteggiamento che avrebbe cancellato il tentativo di inserire
il riarmo tedesco in un quadro multilaterale obbligando oltretutto il governo a una
totale inversione di rotta, Lombardo ribadì il primato della politica nel dettare gli
indirizzi fondamentali arrivando a minacciare di smentire pubblicamente eventua-
li istruzioni di marras in senso contrario:
“Ho detto a Mancinelli che mi doleva di non avallare quelle direttive;
che noi riteniamo – in sede politica – che si debba addivenire ad uno Stato
Maggiore sopranazionale unico di carattere europeo, in sostituzione dei vari
Stati Maggiori nazionali, che gli stessi militari dei diversi Paesi ammettono
questa necessità, e l’ho avvertito di non prendere posizione in altro senso
perché il capo della delegazione sarebbe stato costretto a sconfessarlo” .
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La dura presa di posizione di Lombardo arrivava alla vigilia degli incontri di
dicembre destinati a sbloccare l’impasse seguito all’approvazione del Rapporto
provvisorio. Una volta terminata la fase di esame del documento, durante la qua-
le la cooptazione della componente militare si era esplicitata sia sul piano dello
studio e che delle controproposte, l’iniziativa era tornata nelle mani del governo
chiamato a operare quella sintesi che avrebbe dovuto garantire la definizione degli
obiettivi prioritari e dei metodi per il loro conseguimento.
La riunione dei Ministri degli Esteri dell’11 dicembre 1951 divenne così il
primo momento in cui i problemi tecnico-militari ancora irrisolti furono affrontati
al massimo livello alla luce delle indicazioni contenute dal Rapporto provvisorio
e delle successive valutazioni espresse dai vari soggetti nazionali coinvolti. A tale
riguardo non si può fare a meno di notare come De Gasperi diede fin dall’ini-
zio l’impressione di non assegnare un ruolo determinante alle perplessità degli
37 ASDMAE, DGAP 1950-57, Uff. IV, Vers. CED, b. 22, fasc. 81 “Per S.E. il Sottosegretario.
Esercito Europeo”, Lombardo per Taviani, Parigi, 6 dicembre 1951.

