Page 277 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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III SeSSIone - L’ItaLIa repubbLIcana e La guerra fredda             277



             e Regno Unito
             nel comune sfor-
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             zo della  difesa ”.
             L’ambasciatore,
             infatti,   convinto
             che  la  prospettiva
             di “una collabora-
             zione  presentasse,
             oltre  agli  aspetti
             puramente  econo-
             mici  di  indubbio
             interesse,   anche
             degli aspetti  non
             meno interessanti                           Alpini della brigata “Julia” 1948.
             nel quadro genera-
             le dei rapporti italo-inglesi”, si diede un gran da fare, attraverso la promozione di
             studi e indagini sui settori produttivi da coinvolgere, attraverso l’organizzazione
             di scambi di rappresentanti delle industrie e numerose altre iniziative che ben pre-
             sto diedero i loro frutti. Nei resoconti, puntualmente inviati a Roma, sui risultati
             di queste iniziative emerge un grande interesse da parte inglese (in un primo mo-
             mento promosso solo per le normali vie commerciali, senza procedere ad acquisti
             diretti) per l’importazione di numerosi prodotti, soprattutto di macchine utensili e
             del settore elettromeccanico. Considerando che in questi primissimi anni ’50 l’in-
             dustria italiana lavorava al 50% della propria capacità produttiva e che gli inglesi
             erano disposti a pagare il 30 per cento in più a fronte di consegne più rapide, il
             mercato inglese offriva alla nostra economia uno sbocco di grande valore.
                L’impellente necessità britannica di prodotti industriali, che veniva manife-
             stata già sul finire del ’50, trovava giustificazione nell’imponente piano di riar-
             mo annunciato da Attlee alla Camera dei Comuni, il 30 gennaio del 1951, e che
             avrebbe messo a dura prova tutta l’industria britannica. in un rapporto al ministro
             Sforza, Gallarati Scotti, comunicando sull’impegno finanziario complessivo, che
             doveva ammontare a 4.700 milioni di sterline, metteva in risalto la volontà da
             parte britannica di “accollarsi senza esitazioni e senza riserve la notevole parte che
             le spettava nell’organizzazione della difesa della comunità atlantica ”. La guerra
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             fredda entrava, con la guerra di Corea, in atto ormai da sei mesi, nella sua fase
             più ‘calda’, e il riarmo era percepito, soprattutto da parte inglese, non solo come


             6  ASMAE,  Fondo Ambasciata  di  Londra,  B.  6,  Cooperazione  economica  militare  italo-
                inglese, 17 gennaio 1951.
             7  ASMAE, Fondo Ambasciata di Londra, B. 46, Cooperazione economica militare italo-
                britannica, 31 gennaio 1951.
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